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Crolla anche l'export: dopo 3 anni torna il segno meno
Il marchio Calabria regge solo per gli alimentari

Calabria

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LA Calabria, dopo un triennio di continua crescita delle proprie esportazioni, ha visto nel 2013 una contrazione del 7%. È quanto emerge dallo studio «L'Italia nell’Economia internazionale 2013-2014», il 28/mo Rapporto annuale sul commercio estero dell’Ice - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Le esportazioni hanno conseguito un valore di 351 milioni di euro, di poco superiore a quanto fatto registrare nel 2010.

Dal rapporto dell’Ice emerge anche che la forte contrazione delle esportazioni in Calabria si è manifestata nonostante il sensibile aumento del numero di esportatori (+6,8%), che hanno raggiunto le 1.480 unità, il cui valore medio esportato si è però ridotto. Analogamente a quanto fatto registrare a livello nazionale, anche le importazioni si sono fortemente contratte, del 5,1%.

Con riferimento alle aree geo-economiche, l’export della Calabria ha fatto registrare una flessione generalizzata, con l'eccezione importante dell’Africa settentrionale, terza area per l’interscambio calabrese, dove l’incremento ha sfiorato il 45% (+44,7%), con un vero e proprio boom in due tra i principali mercati di sbocco: Libia (106,0 %) e Algeria (7,8%). In un contesto caratterizzato dalla flessione dell’export, va inoltre segnalata la buona performance in Oceania (+29,0%).

L’analisi disaggregata per settori, sempre nel 2013, rivela che la diminuzione dell’export calabrese è avvenuta nonostante l'ottima performance del settore dei prodotti alimentari, bevande e tabacco, dominante l’export della regione, che ha fatto registrare un tasso di crescita di +9,9%. Anche la meccanica, quarto settore per incidenza sull'export, ha segnato un +5,0%, mentre in lieve rialzo è stato il settore chimico (+0,3%). 

A trainare verso il basso il risultato totale, dunque, il segno meno fatto registrare dai settori più marginali e soprattutto dalla metallurgia, secondo settore per l’export
della regione, che ha registrato una contrazione significativa (-13,9%), similmente a quanto avvenuto su base nazionale. Con riferimento all’interscambio di servizi, analogamente a quanto fatto pervenire a livello mercantile, nel 2013 l'interscambio si è contratto da entrambi i lati, con l’export di servizi meno colpito rispetto all’import: -5,0% per il primo e -17,5% per il secondo. 

I dati del primo trimestre del 2014 non sembrano accennare ad un’inversione di rotta, anzi la contrazione dell’interscambio, sia dal lato dell’export che da quello dell’import, appare anche più vistosa, nel primo caso dell’11,4% e nel secondo del 17,2% rispetto allo stesso trimestre del 2013. Il dato sull'export risente in particolare del crollo della metallurgia (-51,5%), settore peraltro in sofferenza a livello nazionale. Una più esigua contrazione si segnala invece nell’altro settore chiave dell’export calabrese, l’alimentare, bevande e tabacco (-3,5%).

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