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Gli esami specialistici senza pagare il ticket
Record di esenzioni in Calabria per redditi bassi

Calabria

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IN Italia il 70% delle ricette per esami, visite specialistiche, analisi di laboratorio, lastre, risonanze, ecografie e altre prestazioni di diagnostica strumentale è con esenzione del ticket : 145 milioni su 207 mln. Una percentuale che in Calabria raggiunge vette da record, considerato che si assesta all'82%. A questo si aggiunge che e prescrizioni con il codice di esenzione per patologia ammontano a 903mila euro. Si tratta di cifre esorbitanti, con una valanga di ricette "no ticket", di cui poco meno della metà (67 mln su 144) per motivi legati al basso reddito dei cittadini, con un dato ancora più significativo nella nostra regione.

I dati emergono dall’analisi della Direzione generale del sistema informativo e statistico del ministero della Salute sul flusso delle ricette di specialistica ambulatoriale nel 2012. E che si inseriscono nel pieno della polemica sui possibili tagli al comparto sanità allo studio da parte del Governo (LEGGI).

Dati significativi, che in periodi di tagli e spending review fanno riflettere. E che spingono Governo e Regioni a una riforma dell’intero sistema. Non è un caso che uno dei primi punti del Patto della salute - il documento che riforma la sanità del prossimo triennio, siglato da Governo e Regioni - è proprio la riforma dei ticket sanitari. Entro il 30 novembre 2014 una commissione ad hoc si occuperà di cambiare il sistema. Le nuove regole di compartecipazione dovranno tenere conto del reddito delle famiglie. Non è escluso, ad esempio, che a chi dichiara redditi alti vengano tolte eventuali esenzioni per patologia. 

LO STUDIO DEL TICKET - La questione ticket è stata affrontata anche nel corso dell’indagine conoscitiva sul Ssn, condotta dalle Commissioni riunite Bilancio e Affari sociali della Camera. Nel corso dell’indagine è stato riscontrato come «l'innalzamento dei ticket sulla specialistica, piuttosto che ridurre il numero delle prestazioni, le abbia invece trasferite sul settore privato». Inoltre, è stato rilevato come «l'applicazione dei ticket stia di fatto escludendo le fasce economicamente più deboli della popolazione dall’accesso alle prestazioni sanitarie, in particolare a quelle di specialistica e diagnostica». 

L'IPOTESI DELLA FRANCHIGIA - Per risolvere questo problema «è stata quindi proposta la fissazione di una franchigia, calcolata in percentuale del reddito, fino al concorrere della quale si dovrà pagare interamente secondo le attuali tariffe ogni prestazione sanitaria fruita nel corso dell’anno; tale franchigia potrebbe anche essere progressiva, gravando di meno sui redditi bassi e di più su quelli elevati. Superata la franchigia le prestazioni sarebbero invece gratuite». 

I DATI REGIONALI - Se la media nazionale fissa al 70% la quota delle ricette con esenzione, a livello regionale l’analisi del dicastero fa emergere notevoli differenze. Analizzando i dati sul flusso delle ricette di specialistica ambulatoriale nel 2012, emerge ad esempio che in Campania, a fronte di 12,8 mln di ricette complessive, si registrano ben 11 mln di prescrizioni esenti (l'86%), mentre in Trentino Alto Adige la percentuale delle ricette sulle quali non si paga il ticket è del 53% (987 mila su 1,8 mln). 

REDDITI BASSI - Quello che balza agli occhi analizzando i dati è che circa la metà delle prescrizioni "no ticket" è legata all’esenzione per reddito: 67 mln su 144,8 mln. Ad esempio in Campania, su 11 mln di ricette con esenzione, ben 6,2 mln lo sono per motivi di reddito. Più o meno lo stesso in Sicilia: su poco meno di 11 mln di ricette sulle quali non si paga ticket oltre 6 mln sono esenti per reddito. 

E ancora. Nel Lazio su 14,7 mln di prescrizioni con esenzione 6,6 mln lo sono per reddito; in Calabria ben 2,5 mln su 4,3 mln. A chiedere l’esenzione per motivi economici non sono però solo i cittadini del Sud. Al Nord, anche se con percentuali un poco più basse, sono tante le ricette esenti dal ticket per reddito. Ad esempio in Veneto su 10,6 mln di prescrizioni con esenzione ben 4,5 mln lo sono per reddito. Più o meno la stessa proporzione si registra in Emilia Romagna (4,4 mln su 10,9 mln), Lombardia (11,6 mln su 25,1 mln), Liguria (1,7 mln su 3,3 mln). 

LE PATOLOGIE "PIU' ESENTI" - L’analisi del ministero prende in esame anche le altre tipologie di esenzione: patologia, malattia rara, invalidi di guerra e condizione. Gli esenti per condizione sono gli invalidi (ad eccezione degli invalidi di guerra per i quali è previsto un codice di esenzione specifico), i ciechi assoluti, i sordomuti, gli infortunati sul lavoro o affetti da malattie professionali, le donne in stato di gravidanza (dalla 1° alla 41° settimana), le donne incinte a rischio, i detenuti e gli internati, gli obiettori di coscienza in servizio civile, i soggetti ai quali vengono effettuate prestazioni diagnostiche per screening, e i cittadini extracomunitari non in regola privi di risorse economiche ai quali vengono effettuate prestazioni ambulatoriali urgenti. 

Nel 2011 l’ammontare complessivo delle ricette esenti con questo codice è stato pari a 32,6 mln. Oltre 1,2 mln sono invece le prescrizioni con il codice di esenzione per malattia rara e poco più di 162 mila è il totale delle ricette emesse a favore degli invalidi di guerra. Le prescrizioni con il codice di esenzione per patologia ammontano invece a circa 41,7 milioni. Nel dettaglio: 6 mln Piemonte; 67 mila Valle d’Aosta; 8,2 mln Lombardia; 377 mila Provincia autonoma Bolzano; 321 mila Provincia autonoma Trento; 3,8 mln Veneto; 1 mln Friuli Venezia Giulia; 781 mila Liguria; 3,6 mln Emilia Romagna; 2,2 mln Toscana; 672 mila Umbria; 723 mila Marche; 3,6 mln Lazio; 758 mila Abruzzo; 256 mila Molise; 2 mln Campania; 2,5 mln Puglia; 312 mila Basilicata; 903 mila Calabria; 2 mln Sicilia; 1,1 mln Sardegna. 

Queste invece, da Nord a Sud, le percentuali delle ricette 'no ticket ', rispetto al totale complessivo, considerando tutti i codici di esenzione: Piemonte (66%); Valle d’Aosta (53%); Lombardia (67%); Provincia autonoma di Bolzano (67%); Provincia autonoma di Trento (53%); Veneto (61%); Friuli Venezia Giulia (64%); Liguria (64%); Emilia Romagna (62%); Toscana (63%); Umbria (65%); Marche (68%); Lazio (72%); Abruzzo (73%); Molise (79%); Campania (86%); Puglia (82%); Basilicata (72%); Calabria (84%); Sicilia (80%); Sardegna (75%).

 

 

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