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Blocco della pesca a traino per 30 giorni
Niente pesce fresco sulle tavole calabresi

Calabria

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ROMA - Un mese di stop alla pesca che si tradurrà, conseguentemente, in un mese senza pesce fresco sulle tavole calabresi e non solo. A darne comunicazione è la Coldiretti che ricorda il provvedimento che di fatto porta al blocco delle attività della flotta italiana dal Tirreno allo Ionio e colpisce, oltre alla Calabria, anche Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata e parte della Puglia. 

Il blocco della pesca, che colpisce indifferentemente la costa ionica e quella tirrenica vale da Brindisi fino ad Imperia ed è scattato da oggi protraendosi per 30 giorni fino al 14 ottobre. Il provveidmento interessa le barche che hanno sistema a traino. «Il fermo - spiega Coldiretti - ha l’obiettivo di garantire il ripopolamento dei pesci nel mare e salvare così le marinerie dal collasso, in un 2014 che nei primi sei mesi hanno visto una stagnazione dei consumi di pesce fresco in valore, rimasti sui livelli dello stesso periodo 2013». 

Si tratta peròdi un fermo che si apre tra le polemiche. Coldiretti infatti evidenzia come «oltre ai problemi per i produttori, con il fermo pesca aumenta anche il rischio per i consumatori di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca, come la parte Nord dell’Adriatico». 

Intanto per valorizzare il pesce pescato e allevato nel nostro Paese mediante la creazione di una filiera ittica tutta italiana che tuteli la qualità e l’identità nazionale del prodotto Coldiretti Impresa Pesca ha avviato iniziative pilota per la vendita diretta del pesce presso la rete di Campagna Amica. 

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