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Debiti Pa, Squinzi chiama in causa la Regione Calabria
«Imprenditori aspettano pagamenti da oltre 700 giorni»

Calabria

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I DEBITI della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese private sono tra i punti più critici per le aziende italiane. E per analizzare queste difficoltà, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, usa come esempio pratico la Regione Calabria. E' accaduto nel corso della trasmissione televisiva "L'intervista" di Maria Latella, su Sky Tg24. 

Secondo il presidente degli industriali italiani, «il problema non è solo il costo del lavoro» perchè «le imprese sono in difficoltà anche per i debiti non pagati della Pa». La vicenda dei debiti della Pa, ha ricordato Squinzi, «è una vicenda partita molto tempo fa, sono andato anche a parlarne con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano». 

«E' una situazione assurda. C'è stato un imprenditore - ha sottolineato Squinzi - che mi ha detto che dalla Regione Calabria i pagamenti si ricevono anche oltre i 700 giorni», ha aggiunto il numero uno di Viale dell’Astronomia che ha di fatto lanciato un appello a Renzi perchè si proceda in fretta. La Calabria, dunque, con i suoi tempi lunghissimi per i pagamenti della pubblica amministrazione, è finita sul banco degli imputati.

Squinzi ha anche aggiunto che le imprese italiane sono in difficoltà e «io sono assolutamente convinto, e con me il Centro studi di Confindustria che soprattutto un intervento di detrazione dell’Irap avrebbe fatto ripartire la manifattura». 

Molti i temi affrontati da Squinzi durante l'intervista. Rispetto all'abolizione dell'articolo 18, Squinzi ha detto di condividere la riforma: «Il tutto deve essere ovviamente inquadrato - ha osservato il numero uno di Confindustria - in una riforma del mercato del lavoro che secondo me dovrebbe portare a un contratto a tempo indeterminato che sia conveniente per le imprese e per i lavoratori, eliminando tutta una serie di complicazioni e di flessibilità che non aiutano a comprendere bene quello che succede nel mondo del lavoro».

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