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Occupata la sede calabrese del Pd a Lamezia
La protesta di precari e sindacalisti Cgil

Calabria

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LAMEZIA TERME - Nel giorno in cui la direzione calabrese del Pd si doveva riunire in vista delle elezioni regionali, un centinaio di lavoratori precari sostenuti da sindacalisti della Cgil hanno occupato a Lamezia Terme la sede del Pd della Calabria. I precari Lsu-Lpu, ex art. 7 e percettori di ammortizzatori in deroga attendono di parlare con il segretario del partito, Ernesto Magorno. «L'obiettivo del presidio - spiegano - è quello di ottenere dal Governo la giusta attenzione alla problematica del precariato in Calabria. Purtroppo solo a Roma possono risolvere la situazione critica in cui ci troviamo». 

«Quello che pretendiamo  da Magorno e dall’esecutivo - afferma Nino Costantino della Cgil - sono risposte chiare e soddisfacenti. Il Pd è il maggiore partito di Governo e, quindi, ha maggiori responsabilità. Molti noi sono iscritti al partito». In particolare, i partecipanti al presidio sottolineano il no al jobs act e alla cancellazione dell’articolo 18 e il netto rifiuto delle politiche economiche del Governo Renzi. 

Una delegazione della Cgil e dei precari ha poi incontrato il segretario Ernesto Magorno. Secondo quanto riferito dalla Cgil, Magorno ha annunciato che giovedì l’intera deputazione calabrese del Pd e il candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione, Mario Oliverio, incontreranno il sottosegretario Graziano Delrio per discutere della gravità della situazione dei percettori degli ammortizzatori sociali e per chiedere un intervento del Governo risolutivo della problematica. 

Magorno, inoltre, ha anticipato che, nella Direzione regionale del partito in programma in serata, verrà votato un ordine del giorno sulla vicenda del precariato e dei percettori di ammortizzatori. «E' un primo passo avanti - ha detto Gravano al termine dell’incontro, annunciando la rimozione del presidio dalla sede Pd -. In ogni caso la mobilitazione non si ferma. Giovedì con noi ci sarà il segretario generale della Cgil Susanna Camusso e sarà, anche quello, un momento per portare avanti la mobilitazione».

 

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