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Studio premia Catanzaro sulle tasse
Applicate le aliquote più basse

Calabria

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CATANZARO - A Catanzaro le tasse sono fra le più basse d’Italia. Lo conferma la ricerca dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre (Associazione artigiani e piccole imprese), dopo aver calcolato il prelievo che una famiglia tipo di tre persone dovrà subire quest’anno per onorare il pagamento della Tari (la nuova tassa sui rifiuti), della Tasi (il tributo sui servizi indivisibili) e dell’addizionale comunale Irpef.

Lo studio della CGIA ha preso in considerazione i seguenti Comuni, capoluogo di regione: Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Roma, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Torino, Trieste, Venezia. Dopo l’analisi condotta dal Caf Acli su quattromila Comuni italiani, pubblicata sul Sole 24 Ore nel mese di settembre, che ha rivelato come Palazzo De Nobili, applicando la Tasi sulla prima casa con un’aliquota dell’1,20 per mille, abbia mantenuto al minimo la tassazione, arriva un altro studio a confermare il primato di Catanzaro fra i Comuni che hanno applicato la tassazione più bassa. 

In particolare, il calcolo è stato svolto sia su abitazioni di consistenza media di categoria A3 che A2. Ne è emerso che la Tasi applicata dal Comune di Catanzaro, rispettivamente di euro 59 e di euro 91, è la più bassa fra i Comuni esaminati in entrambi i casi. Il Comune di Catanzaro, che ha lasciato invariata l'addizionale comunale Irpef nonostante i pesanti tagli da parte dell’Amministrazione centrale dello Stato, ha mantenuto la tassazione al minimo: 702 euro (Tasi, Tari e addizionale comunale) nell’ipotesi di abitazione A3 e 805 euro per le abitazioni A2, importi entrambi fra i più bassi d’Italia. 

La ricerca dimostra anche che, tra le grandi città italiane, le tasse comunali più elevate si registrano a Bologna, Roma, Bari e Genova, dove a causa dei tagli ai trasferimenti statali pari al 48%, le Amministrazioni si sono trovate a dover aumentare pesantemente il prelievo fiscale mediante l’addizionale comunale all’Irpef, la Tari e la Tasi (imposta di nuova istituzione).

«Anche da questa analisi, come già evidenziato nel precedente studio pubblicato sul Sole 24 Ore, il Comune di Catanzaro - ha commentato l’assessore al bilancio, Rosamaria Petitto - dimostra tutto il suo virtuosismo. La scelta operata da Palazzo De Nobili è orientata al contenimento dei costi e rende al Comune il merito di aver mantenuto al minimo la tassazione a fronte di aumenti generalizzati nel resto d’Italia».

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