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Soldi non spesi e l'aeroporto di Crotone rischia
di vedersi revocare finanziamenti per 1,2 milioni

Calabria

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CROTONE - «Siamo pronti a denunciare il Governo se taglierà i fondi degli oneri di servizio all’aeroporto di Crotone»: è quanto sostiene la presidente facente funzioni della Regione, Antonella Stasi. Il tutto nasce dalla Legge di Stabilità, che rischia di destabilizzare il difficile equilibrio, soprattutto finanziario, che recentemente l’aeroporto S. Anna era riuscito a ristabilire, dopo due anni di buio pesto. Il Governo, infatti, alla ricerca disperata di soldi, si è ripreso gli 1,2 milioni di euro che erano stati stanziati per i così detti oneri di servizio, che potevano garantire allo scalo pitagorico ulteriori tratte rispetto a quelle attualmente coperte da Ryanair. 

«Non abbiamo ancora elementi certi sul taglio di tali fondi - ha aggiunto - ma i rischi sono concreti e ci sono stati confermati da fonti dell’Enac. Ho già chiamato il ministro Lupi, che mi ha detto che lunedì verificherà la questione. I fondi per gli oneri di servizio, non sono solo indispendabili per l’aeroporto, ma di più». La presidente Stasi ricorda che da maggio sta sollecitando il Governo «per avere la delega per convocare la Conferenza di servizio per gli oneri in questione, la cui gara è andata precedentemente deserta. Diffidiamo il Governo a non effettuare alcun taglio di fondi, a Crotone, che sarebbe davvero paradossale, soprattutto adesso che il concordato che la società di gestione ha intrapreso, è alle battute conclusive e lo scalo si sta riprendendo alla grande». 

Per tali tipi di finanziamenti, c’erano degli appositi capitoli di bilancio al ministero, ma non essendo stati ancora spesi, sono soggetti al rastrellamento di risorse in atto da parte dell’esecutivo. «E’ assolutamente fuori dal mondo - continua la presidente Stasi - che tolgano queste risorse allo scalo. Così come non sono giustificabili gli altri ritardi, sempre da parte del ministero, per la questione del Sieg. i cui documenti sono già all’attenzione, da tempo, del gabinetto del ministro e andrebbero solo firmati». Il Sieg è lo strumento che consetirebbe agli enti socie dello scalo, Comuni, Provincia di Crotone e Regione, di intervenire nella ricapitalizzazione societaria. «La Regione - ha aggiunto la Stasi - ha stanziato 500 mila euro per tale strumento, che sono ancora bloccati. Lunedì, però ritorno alla carica, perchè questa è la settimana decisiva per far cambiare idea al ministro, prima dell’approvazione della legge». 

Altra nota dolente, per la presidente Stasi, è che quello di Crotone «è l’unico degli aeroporti che rientrano nel Piano nazionale che deve pagare in proprio i servizi della torre di controllo. Se mettiamo insieme tutte queste cose - conclude - evidentemente c’è qualcuno a cui l’aeroporto Sant’Anna da fastidio e l’averlo inserito nel piano nazionale è stata solo una forzatura della Regione, perchè, i fatti dimostrano che altri non volevano ciò». 

Preoccupazione per gli oneri di servizio è espressa anche dal coordinatore di Unindustria Calabria e presidente di Confindustria Cosenza, Natale Mazzuca, e dal presidente di Confindustria Crotone, Michele Lucente. «Se confermata - scrivono - la decisione del Ministero delle Infrastrutture apparirebbe decisamente in contrasto non solo con gli sforzi compiuti in questi anni dagli enti locali e dagli imprenditori crotonesi per tenere in vita e dare un futuro solido allo scalo aeroportuale di Crotone ma anche con la stessa decisione del Ministero di far rientrare l’aeroporto tra gli scali di rilevanza nazionale, aprendo in questo modo scenari di sviluppo importanti».   

Per l’ex presidente della Provincia di Crotone, Stano Zurlo con tali tagli «ci troveremmo nostro malgrado, di fronte ad una nuova emergenza legata al futuro dell’aeroporto, e soprattutto del territorio crotonese, che, alla luce del dato che lo vuole già fortemente provato e depresso, non può assolutamente prescindere dalla piena attività dello scalo aeroportuale. Non possiamo - conclude Zurlo - e non dobbiamo sopportare e permettere l’ennesimo sopruso e l’ennesima beffa».
Giovedì 20 novembre il ministro Lupi è atteso a Crotone, e se queste sono le premesse, per lui non sarà certo tra le tappe più facili del suo tour in Calabria.

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