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Frutta gratis, stop alla distribuzione. La Regione diffida i sindaci: «Rischio sanzioni europee»

Calabria

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COSENZA - L’invasione di ortofrutta nel cosentino non è passata inosservata da parte della Regione. In realtà nemmeno a livello nazionale. Pare che la notizia sia arrivata fino al tavolo del Ministero delle Politiche agricole, che ha chiesto immediatamente chiarimenti ai dirigenti regionali. Il problema è che la Calabria ora rischia sanzioni da parte dell’Europa sia perchè tutti questi quantitativi di frutta gratuita stanno “drogando” il mercato e poi per le restrizioni legate alla tracciabilità del prodotto e la sua etichettatura che in questi casi è completamente assente. La Regione non riveste alcun ruolo in questa vicenda che corre sulla base di un accordo fra grossi produttori nazionali e inconsapevoli associazioni benefiche del territorio. 

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Anche i sindaci sono caduti dalle nuvole. Non potevano certo immaginare che gli sarebbero piombate addosso questi quantitativi di frutta. Qualcuno difende la sua scelta di distribuire gratuitamente la merce e invita a guardare anche l’altro aspetto del problema e cioè di come si stia allargando la sfera delle persone indigenti nel nostro paese. In diversi centri del cosentino, infatti, c’è stato un vero e proprio assalto alla frutta al punto da creare problemi di ordine pubblico. In mezzo ci sono anche i “furbetti” ovviamente e cioè chi prende la frutta gratis per poi rivenderla.

La cosa strana, infine, è che queste distribuzioni non avvengono nei grandi centri, ma in piccoli paesi: Santa Caterina Albanese, Mongrassano, Santa Maria del Cedro, Grisolia, Maierà ecc. Non avviene invece nei grandi centri come Cosenza, Rende, Rossano, Corigliano. Forse per non dare troppo nell’occhio dicono i più maliziosi
Dalla Regione, a questo punto, vogliono vederci chiaro fino in fondo. Ieri sono stati contattati i sindaci che hanno ricevuto l’ortofrutta per diffidarli dal proseguire nella distribuzione prima che la questione non sarà chiarita.

Intanto sulla vicenda interviene un preoccupato Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria. «Questi operatori del settore (riteniamo grossisti e commercianti) provenienti pare dall’Umbria - scrive Molinaro - non hanno trovato di meglio (la domanda sorge spontanea: perché non lo hanno fatto in Umbria o regioni limitrofe?) che distribuire, quasi che la Calabria fosse una pattumiera, frutta gratis creando notevoli problemi agli onesti operatori calabresi del settore nonché difficoltà anche di ordine pubblico. A nostro parere – continua – si è giocato sporco sia intellettualmente nel rapporto con comuni ed enti caritatevoli che operativamente immettendo enormi quantità di frutta. Insomma uno schiaffo alla Calabria, nella convinzione che questa regione è senza regole e controlli ed è terra di nessuno dove può accadere di tutto».
Molinaro chiede in proposito l’intervento deciso delle istituzioni, dopo la relazione che Confcommercio ha mandato al Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao. «Non vorremmo – dice Molinaro – che dietro questa operazione malandrina si venisse a scoprire che vi è stata la mano della criminalità organizzata che in anticipo ha fiutato l’affare! Tra l’altro anche la Calabria è produttrice di frutta e non ci pare che gli operatori commerciali e le cooperative abbiano messo in atto operazioni simili. Sicuramente riteniamo giusto che la Prefettura di Cosenza proceda ad accertare cosa è accaduto, scovando anche gli aspetti reconditi e non chiari ma anche la magistratura apra un fascicolo sulla vicenda. In più i sindaci non permettano che continui un tale stato di cose ed a tutela della salute pubblica, impongano comunque per la frutta e verdura fresche un'etichettatura con determinate caratteristiche obbligatorie». 

Il problema è che l’embargo della Russia sulle importazioni ha creato un surplus di offerta. L’unione europea ha previsto delle provvidenze per chi ha avuto danni commerciali e dà gratuitamente i suoi prodotti. Meglio incassare una provvidenza che spendere soldi per mandare la frutta al macero, avranno ragionato alcuni produttori. E così hanno pensato bene di inviare quintali e quintali di ortofrutta da dare in beneficenza.

 

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