Salta al contenuto principale

Il tracollo della Calabria, sprofonda il Pil
Ma sale il reddito pro capite. Ripresa dopo il 2016

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 36 secondi

CATANZARO - La Calabria ha sperimentato nel 2014 una contrazione del Pil fra le più ampie tra le regioni italiane e difficilmente l’attività economica tornerà a crescere prima del 2016. Ciononostante nel 2014 il reddito disponibile per abitante si è riportato in positivo: si tratta, tuttavia, di un incremento debole (0,2%), tra i più modesti sul panorama delle regioni italiane e inferiore anche all’andamento del Mezzogiorno (0,4%). I dati sono stati diffusi dall’osservatoriod ei consumi della Findomestic. A livello provinciale l’indicatore - si legge - ha mostrato la dinamica relativamente migliore a Reggio Calabria (0,3%), quella peggiore a Vibo Valentia (0,1%) e Crotone (0%), mentre Cosenza e Catanzaro si sono allineate alla media regionale. 

Nel 2014 il reddito disponibile di un calabrese si è attestato in media sui 13.095 euro, un valore superiore solo a quello registrato in Sicilia e in Campania e inferiore del 27% rispetto alla media nazionale. L’indicatore - si fa rilevare - è superiore ai 13.214 euro del Mezzogiorno solo a Cosenza (13.640) e Catanzaro (13.830), mentre si è attestato sui 12.828 euro a Reggio Calabria. A Vibo Valentia (11.782) e Crotone (11.405), inoltre, si è registrato un reddito per abitante tra i più bassi d’Italia (rispettivamente 98mo e 100mo posto nella graduatoria delle 103 province italiane). Prospettive di ripresa ancora molto incerte e debole dinamica del reddito pesano sulle scelte di consumo delle famiglie calabresi: la regione è l’unica sul panorama nazionale a mostrare anche per il 2014 una flessione (-0,9%) della spesa complessiva destinata ai beni durevoli. 

Ad aumentare, infatti, sono solo le auto (3,6% il segmento del nuovo; 1,3% quello dell’usato), acquisto forse in molti casi non più rinviabile se si tiene conto che il parco veicolare è tra i più vecchi d’Italia. Gli altri comparti di spesa sono stati contraddistinti da un ridimensionamento, più ampio per l’elettronica di consumo (-11,2%), per i motoveicoli (-7,8%) e per l’information technology (-6,9%), mentre relativamente più contenute sono state le riduzioni di spesa che hanno coinvolto elettrodomestici (-2,3%) e mobili (-1,7%). 

Tra le province solo Reggio Calabria - evidenzia lo studio - ha visto aumentare la spesa complessiva per i durevoli (0,2%), grazie all’aumento delle auto nuove (8,6%) e di quelle usate (2%) che hanno più che compensato i cali di spesa registrati negli altri comparti. A Crotone l’indicatore si è ridotto dello 0,2%, mentre diminuzioni di spesa più ampie hanno interessato Vibo Valentia (-1%), Cosenza (-1,4%) e Catanzaro (-2%). 

Date tali dinamiche, evidenzia lo studio, non sorprende che la spesa media familiare per i durevoli nel 2014 si sia mantenuta su un livello basso (1.408 euro), superiore solo a quello registrato in Campania e in Sicilia. Solo a Vibo Valentia si è registrata una spesa per famiglia superiore alla media del Mezzogiorno (1.459 contro 1.448 euro): l’indicatore ha presentato valori più elevati della media regionale a Cosenza e Catanzaro (1.430 e 1.426 euro, rispettivamente), mentre si è attestato sui 1.400 euro a Reggio Calabria e sui 1.252 euro a Crotone, quest’ultima caratterizzata da un livello di spesa familiare superiore solo a Nuoro, Enna ed Agrigento.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?