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Dramma edilizia in Calabria, imprese al collasso
La crisi ha bloccato i permessi per costruire

Calabria

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CATANZARO - L’analisi dell’andamento del settore delle costruzioni in Italia, segnala per la Calabria una forte contrazione. È quanto emerge dall’ultimo rapporto curato
dalla Direzione Affari Economici e Centro Studi di Ance nazionale condotto nel 2014.

Lo studio ha registrato un calo del 60,9% dei permessi di costruire nel periodo che va dal 1995 al 2012. Questo ha influito anche sul fronte occupazionale che, secondo i dati Ance, nei primi nove mesi del 2014, in Calabria, ha registrato una flessione dell’11,4%, ovvero quasi il triplo rispetto al dato nazionale (-4,1%).

«La situazione dell’edilizia è drammatica, specie in Calabria dove quasi tutti gli indicatori hanno segno negativo e uno degli aspetti di scenario più preoccupanti è legato alla mancanza di prospettive immediate di ripresa», ha spiegato il presidente regionale dei costruttori edili, Francesco Berna. 

Il segno negativo in Calabria, infatti, nello stesso periodo di riferimento, è registrato anche per quanto riguarda gli occupati dipendenti nel settore delle costruzioni (-2,2%) che per quelli indipendenti (- 25,9%). Sono invece 1.446 le imprese calabresi uscite dal settore delle costruzioni tra il 2008 e il 2012, pari al 10,1%, mentre nel periodo compreso tra il 2009 e il 2013, le aziende di costruzione entrate in procedura fallimentare in Calabria, sono state 373.

Le uniche note positive dall’Osservatorio, provengono dal mercato del credito. A livello territoriale, infatti, nel primo semestre 2014, la Calabria è tra le poche regioni ad evidenziare variazioni positive per i finanziamenti per investimenti in edilizia residenziale (+2,2%).

 

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