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Vibo, Mosler e Parguez lanciano l'idea di una nuova economia
per far ripartire l'Italia anche fuori dall'Unione europea

Calabria

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VIBO VALENTIA -  Il Festival per l'Economia è stato concepito come una vera e propria sfida per il territorio. Parlare di economia, in una provincia vessata dall'alto tasso di disoccupazione, ha permesso di evidenziare «gli sbagli della politica, le "non scelte" della classe imprenditoriale, la pesantezza della burocrazia e la lentezza degli interventi sovrastrutturali».

Fattori che, in varie percentuali, sono stati responsabili del mancato sviluppo economico e sociale della Regione. La stessa crisi economica, entrata prepotentemente nelle case dei calabresi, ha segnalato la complessità dei problemi, il bisogno di comprendere e sintetizzare le informazioni provenienti dai giornali, dalle tv, dai social. 

La tre giorni, realizzatasi nei due complessi monumentali del Valentianum e di Palazzo Santa Chiara, si è conclusa con la tavola rotonda dal titolo "E' tempo di investire" con Warren Mosler, economista americano e co-fondatore del "Centro per il pieno impiego e la stabilità dei prezzi" presso l'Università di Missouri Kansas City, e Alian Parguez, economista francese e docente di Economia presso l'Università de France-Comtè. 

Un dibattito aperto sulla situazione italiana inquadrata nel contesto europeo. 

Esiste un debito pubblico che deve essere necessariamente ridotto. Un debito che non può diminuirsi con la normale crescita. Da qui, per i relatori, la necessità di imporre nuove tasse e tagli che, nei fatti, però, soffocano la crescita come avvenuto negli ultimi 3 anni. Esistono delle soluzioni? Secondo le voci degli autorevoli convenuti, sì.

Innanzittutto, per Mosler e Parguez, serve «dare un ultimatum all'Unione Europea affinchè aumenti il limite sul deficit pubblico dal 3% all'8%». In caso di un eventuale rifiuto di aumentare il vincolo sul deficit la conseguenza sarà di rimanere nella zona euro ma continuare a vedere le cose peggiorare. Se l'Unione Europea non espande il vincolo sul deficit, lo Stato potrà decidere se cominciare a spendere e tassare nella nuova lira, realizzando il deficit pubblico necessario per la piena occupazione. Inoltre, sempre per i due economisti, il Governo dovrà finanziare un piano di lavoro transitorio per chiunque voglia e possa lavorare. 

Il comitato tecnico organizzativo, composto da Alessandro De Salvo, Gilberto Floriani, Antonio Gentile, Vincenzo Greco e Damiano Silipo, nell'esprimere soddisfazione per un successo tutto vibonese, ha garantito la prosecuzione di iniziative collaterali già a partire dalle prossime settimane. 

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