Salta al contenuto principale

Buona annata per l'olio calabrese, ma il mercato
è "truccato" dal prodotto che arriva dall'estero

Calabria

Tempo di lettura: 
1 minuto 20 secondi

CATANZARO - L’annata di raccolta delle olive sarà buona, sia per quantità che per qualità, ma a preoccupare i produttori agricoli è «la concorrenza sleale degli altri paesi». Il presidente della Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, sottolinea questo auspicio «che l’olio possa trovare mercato, o meglio un giusto prezzo per un prodotto che è di qualità».

Le temperature si sono abbassate e questo clima dovrebbe ormai preservare le piante dalle mosche che fanno cadere le olive o le rendono anche di qualità più bassa dopo la raccolta, spiegano gli esperti.  La Calabria non ha avuto problemi di xylella che invece ha creato notevoli danni alla vicina Puglia, rimane dunque la questione del posizionamento sul mercato.

«C'è una forte importazione di olio dalla Tunisia - spiega Molinaro all’Adnkronos - che provoca concorrenza sleale perché le regole in quel paese sono diverse dalle nostre, qui invece sono più stringenti a beneficio dei consumatori. Il metodo di raccolta è diverso, così come la sicurezza del lavoro. E poi noi abbiamo fatto progressi nella produzione biologica, nell’utilizzo delle tecnologie».

La qualità dell’olio, insiste il presidente di Coldiretti Calabria, «dipende dalla gestione del prodotto dalla pianta al frantoio al metodo di conservazione». La richiesta dell’associazione di categoria è che «venga resa obbligatoria l’origine sul prodotto». Spesso, conclude Molinaro, «il consumatore è convinto di acquistare un prodotto italiano mentre in realtà non lo è».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?