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Parte la sfida del nuovo Por, la Calabria si gioca
lo sviluppo con 2,3 miliardi dei fondi europei

Calabria

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CATANZARO - Por 2014- 2020, da oggi parte la sfida. Il nuovo programma europeo di finanziamenti destinati alla Calabria, appena incassato l'ok della Commissione europea, con i suoi oltre 2 miliardi e 300 milioni di euro, è stato presentato stamattina in tutti gli assi in cui si articola, con i finanziamenti precisi per ognuno di questi, dal presidente della Regione Mario Oliverio, accompagnato dalla sua giunta, insieme al direttore generale della Programmazione comunitaria Paolo Praticò, che ha snocciolato dati ed interventi nella sede della Cittadella regionale.

IL CASO: LA CALABRIA RISCHIA DI RESTITUIRE DUE MILIARDI DEL VECCHIO POR

Una programmazione europea divisa in 11 obiettivi tematici, le priorità del programma, in generale, individuate nella agenda digitale, nel rafforzare il legame tre istruzione, lavoro e inclusione sociale, nella ricerca, nell'innovazione delle imprese calabresi, negli interventi contro il rischio idrogeologico.

L'APPROVAZIONE DEL NUOVO POR DA PARTE DELL'EUROPA

«Da oggi ci giochiamo la vera sfida, il futuro della Calabria e non possiamo sbagliare - ha detto il presidente Oliverio -. Che vuol dire? Vuol dire assunzione di responsabilità da parte della Regione così come di tutti i soggetti. Monitoreremo da subito i processi in corso d'opera e chiederemo conto con cronoprogrammi precisi,ci saranno, lo vogliamo sottolineare, premialità e penalità».

Un cambiamento di passo e di marcia per cui Oliverio ha chiesto uno sforzo e anche un serio contributo comune a tutti, dal sistema delle autonomie locali, alla rete partenariato, alle forze sindacali, all'intera società calabrese in tutte le sue parti. Il nuovo Por sarò "plurifondo", basato cioè sull'uso integrato di Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fse (Fondo sociale europeo).

I quattordici "assi prioritari" su cui verranno spalmati Fesr e Fse sono: Ricerca e innovazione, agenda digitale, competitività dei sistemi produttivi, efficienza energetica, prevenzione dei rischi, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, mobilità, occupazione, inclusione sociale, istruzione e formazione, capacità istituzionale (amministrazione pubblica efficiente).

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