Salta al contenuto principale

Il porto di Gioia Tauro finisce nella bufera
In migliaia protestano per chiedere il rilancio

Calabria

Tempo di lettura: 
1 minuto 47 secondi

GIOIA TAURO (RC) - Alcune migliaia di persone hanno partecipato a Gioia Tauro alla manifestazione organizzata dai sindacati per chiedere il rilancio del porto. L’iniziativa, già programmata da alcune settimane, arriva dopo che ieri gli operai dello scalo, dopo aver ricevuto la notifica della cassa integrazione per il mes di novembre, hanno iniziato uno sciopero che é proseguito anche
nella giornata odierna. Al termine della manifestazione centinaia di operai hanno bloccato le rampe di accesso allo svincolo autostradale di Gioia Tauro dell’autostrada Salerno - Reggio Calabria ed il gate del Porto. I lavoratori chiedono che il Ministro Graziano Delrio convochi tempestivamente un tavolo sul porto di Gioia Tauro.  

LA PROTESTA DEI LAVORATORI PER LA CASSINTEGRAZIONE

La manifestazione è stata indetta da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, con la partecipazione del sindacato di base Sul e del coordinamento dei portuali. Obiettivo della protesta la Mct, la società terminalista che gestisce il porto di Gioia Tauro, alla quale tutti hanno chiesto di aumentare i volumi e rilanciare il transhipment.

I segretari regionali delle organizzazioni sindacali hanno evidenziato che «questo è solo l’inizio, non ci fermeremo. Sappiano le società terminaliste e sappia il Governo che non ci accontenteremo di accettare supinamente ammortizzatori sociali o esuberi perché sappiamo che se dovesse morire Gioia Tauro morirebbe la Calabria e un pezzo del sistema paese».

Il sindaco di Gioia Tauro, Giuseppe Pedà, ed il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, hanno rivolto critiche alla Mct ed al Governo. «Il Governo - ha detto Raffa - deve dirci che fine ha fatto la cabina di regia sulla Calabria e su Gioia Tauro e qual è la posizione del Governo sulla Zes».

Alla manifestazione erano presenti rappresentanti dei partiti, sindaci, don Pino De Masi, di Libera, ed imprenditori come Nino De Masi, che ha invitato i lavoratori a costruire «una Calabria senza padroni e padrini».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?