Salta al contenuto principale

La Calabria punta a risanare gli impianti sportivi

Approvati decine di progetti nel piano su periferie

Calabria
Chiudi
Apri
Didascalia Foto: 
Una campetto di calcio in abbandono
Tempo di lettura: 
1 minuto 55 secondi

CATANZARO - La Calabria si qualifica come la regione più interessata, con 34 interventi, seguita da Sicilia (22) e Campania (19). E' questa la sorpresa che emerge dalla presentazione dei progetti per il piano "Sport e periferie".

Su 1681 proposte pervenute, sono 183 (oltre Amatrice e Accumoli, paesi colpiti dal sisma per i quali il Coni ha assegnato fondi «motu proprio» per 480mila euro, e si sta pensando anche ad Arquata) gli interventi che hanno avuto il via libera, peraltro non definitivo fino alla stipula della definitiva convenzione, nell’ambito del piano.

Dallo Zen a Scampia, da Lipari a Mirano, il piano pluriennale per risanare gli impianti sportivi delle periferie riguarda tutta l’Italia ad esclusione della Val d’Aosta e del Trentino-Alto Adige, ma solo per mancanza di richieste.

I 100 milioni di interventi sono stati assegnati a 91 centri maggiori di 20.000 abitanti, 63 minori di 10.000 e 29 tra i 10.000 e i 20.000 abitanti. Alla Calabria fa da contraltare il Friuli-Venezia Giulia, con solo Cividale del Friuli (Udine) coinvolto.

Per quanto riguarda il tipo di investimento, per 128 interventi (circa il 70%) la spesa non supererà i 200mila euro, mentre in 33 casi sale fino a 800mila euro e solo in 22 casi la supera.

Resta, dunque. la Calabria la regione su cui Governo e Coni investono di più, con un totale di 5,4 milioni di spesa. Per la maggior parte di tratta di interventi di rigenerazione di strutture preesistenti, in sette casi di completamento e solo in due casi (sport velici a Catanzaro e tiro con l’arco a Lamezia Terme) di realizzazione ex novo.

Per quanto riguarda il Lazio, gli investimenti sfiorano il milione di euro per 6 interventi. A Roma è stato premiato un solo progetto, quello di rigenerazione di un centro polivalente. Nessuno a Milano. Ma in Lombardia, dove sono coinvolti soli cinque comuni, gli interventi toccano i 2,5 milioni di spesa. Passando in rassegna ogni singola disciplina, con 47 impianti specifici è il calcio a farla da padrone, seguito dai centri sportivi (38) e palestre polivalenti (34). Un solo impianto per sport equestri, scherma, pugilato, pattinaggio, ginnastica, cricket, beach volley e arti marziali.

Quanto a tipologie di proprietari interessati, la stragrande maggioranza degli interventi è rivolta ad associazioni pubbliche o sportive mentre in 7 centri (Lipari, Savona, Bisignano, Rende, Castrovillari, Cosenza e Monterotondo) riguarda associazioni religiose. Solo in tre casi (Vinchiaturo in Molise, Napoli e Volla in Campania) si tratta di privati.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?