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Etichetta per la provenienza del grano per la pasta

Soddisfatta Coldiretti per le aziende calabresi

Calabria
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Un campo di grano
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CATANZARO - «E' scattato l’obbligo di indicare obbligatoriamente in etichetta l’origine del grano utilizzato nella pasta. L’etichetta di origine obbligatoria permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del riso e mette fine all’inganno dei prodotti importati, spacciati per nazionali, in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero, come pure un pacco di riso su quattro». E’ quanto afferma la Coldiretti che ha organizzato a livello nazionale il Pasta Day alla presenza del ministro Martina.

 

Il provvedimento favorisce i prodotti locali e la Calabria in particolare, come ha sottolineato Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria: «Già ci sono due primi importanti segnali: noti marchi garantiscono l’origine italiana al 100% del grano impiegato per la pasta, senza dimenticare alcune linee della grande distribuzione e questo avviene anche nei pastifici calabresi sparsi un pò dovunque; poi, vi è il prepotente ritorno nelle semine dei grani nazionali antichi come il Senatore Cappelli. In Calabria, dopo una diminuzione delle superfici investite a grano si riscontra un aumento delle semine, in particolare di grano antico, di circa il 25% e questo sta riscuotendo anche un grande interesse da parte dei giovani con diversi esempi di successo. Un elemento principe che garantisce la dieta mediterranea a testimonianza di una Calabria che sempre di più produce cibo buono e di qualità. Una scelta anche a tutela della salute perché in Italia è vietato l’utilizzo del glifosato sul grano in preraccolta a differenza di quanto avviene per quello straniero proveniente da Usa e Canada dove ne viene fatto un uso intensivo nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato».

«A giovarsi del provvedimento - ha aggiunto Molinaro - è anche il celebre Riso di Sibari che viene coltivato nella sibaritide su circa 1000 ettari e che possiede delle particolari caratteristiche organolettiche dovute proprio alla tipologia di terreno e all’ottimo microclima».

 

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