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Il turismo enogastronomico per scoprire la Calabria

Non solo 'nduja e vini: ecco cosa piace all'estero

Calabria
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Alcune bottiglie di vino
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CATANZARO - La Calabria punta sul turismo enogastronomico. Vini e prodotti come il peperoncino e le sue creme, la cipolla rossa di Tropea, il caciocavallo silano, la liquirizia, il torrone di Bagnara e le composte di fichi dottati di Cosenza sono solo alcuni dei fiori all’occhiello di questa regione che ha deciso di farsi conoscere nel mondo attraverso i prodotti della sua tavola per attrarre visitatori incuriositi dai sapori delle sue prelibatezze.

L'anno della scoperta culinaria calabrese è proprio il 2018 per via delle iniziative promosse dalla Regione anche all’estero e, in particolare, negli Stati Uniti, dopo che nel 2017 il New York Times, anche grazie al cibo, aveva inserito la Calabria tra le 52 tappe da visitare nel mondo. E non stupirebbe se gli americani decidessero di trascorrere le vacanze in Calabria, dopo essersi affezionati alla 'nduja, il piccantissimo salame morbido prodotto soprattutto a Spilinga, alla pasta artigianale, come la struncatura e i filei, preparati a mano come da tradizione, al bergamotto che, con le sue qualità benefiche, cresce solo nella zona meridionale della Calabria e all’olio extra vergine d’oliva, condimento cult della dieta mediterranea.

Gli appassionati di degustazioni, che viaggiano alla ricerca di sapori semplici e genuini, potrebbero rappresentare il target turistico ideale per una regione grande e differenziata.

Cucina calabrese a New York

 

Un assaggio di cucina calabrese gli statunitensi lo hanno già avuto nello stand istituzionale che la Regione ha preparato al "The New York Times Travel Show", la fiera newyorkese del turismo dove operatori del settore hanno illustrato l’offerta turistica della regione e i cuochi calabresi si sono messi all’opera con show cooking d’effetto. Nella Grande Mela erano presenti anche lo chef Rocco Iannì con i suoi piatti a base di pesce spada delle acque di Bagnara e Lidia Bastianich, ambasciatrice dell’enogastronomia calabrese nel mondo, cuoca famosa soprattutto in America grazie ad un programma televisivo seguito da circa cinquanta milioni di telespettatori ogni anno e scrittrice di libri di cucina in cui ha inserito anche diverse ricette calabresi. Proprio Bastianich, che in passato non aveva nascosto la sua passione per i prodotti della regione affermando che "la Calabria è ricca di diamanti", all’evento di New York si è detta convinta che "i cibi trendy del 2018 saranno quelli calabresi".

Le partnership

A confermare la previsione, la partnership già avviata tra Regione e Eataly Usa, la catena di ristorazione che diffonderà la cultura dell’enogastronomia calabrese mettendo in mostra nei suoi store oltre ottanta prodotti provenienti dalla regione.

La Calabria, allo scopo di attrarre più turisti, è stata presente anche al Fico Eataly World di Bologna e alla Bit di Milano. Protagonista indiscusso nello stand della regione al parco agroalimentare di Bologna, l’oro rosso di Calabria. Delle duemila varietà di peperoncino che crescono in tutto il mondo, le cinque maggiormente coltivate in questa regione si distinguono per qualità, profumo e sapore.

L'offerta vinicola

Da non dimenticare l’offerta vinicola. In Calabria, sulla costa come nelle zone interne, crescono circa 350 vitigni autoctoni, diligentemente coltivati da piccoli produttori e artigiani dalle antiche tradizioni. Tra vini bianchi, rossi e rosè, spiccano alcune denominazioni Doc come il Cirò, il Lamezia, il Savuto e il Greco di Bianco.

L’offerta turistica legata all’enogastronomia c'è già: in tutta la regione tanti sono i percorsi di degustazione per gli appassionati di enologia, mentre peperoncino, liquirizia e bergamotto sono diventati un vero culto da scoprire in musei dedicati. La Calabria ha così rivalutato e riproposto al grande pubblico internazionale la sua cultura enogastronomica. I calabresi hanno già aperto le cucine, pronti a soddisfare i palati di turisti e viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

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