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L'ospedale della Piana si farà, ad agosto il progetto definitivo

Ma tra il pubblico cresce il malcontento per i forti ritardi

Calabria
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La folla presente all'incontro con Mario Oliverio
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PALMI – Toni accesi, contestazioni, polemiche. È stato questo il clima che ha accolto a Palmi il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, giunto in citta per parlare del nuovo ospedale della Piana accompagnato dal presidente del consiglio regionale Nicola Irto e dal Rup Domenico Pallaria. Oltre mille persone presenti tra l’aula consiliare e la piazza del Municipio. Una folla che ha riservato un’accoglienza tiepida nei confronti del governatore, complice anche il clima di scetticismo scaturiti dai grandi e gravi ritardi accumulati dall’opera.

«La presenza numerosa dei sindaci del territorio e dei cittadini è testimonianza della volontà di superare i campanili» ha detto il sindaco di Palmi, Giuseppe Ranuccio, accogliendo il governatore nella propria aula consiliare. Duro l’intervento sulla sanità del primo cittadino palmese: «Il problema è grave in tutta la regione, ma assume contorni drammatici qui nella piana. Rispondiamo alle esigenze sanitarie della popolazione con ormai pochissimi presidi. L’operato del commissario alla sanità, Massimo Scura, non ha agevolato la risoluzione dei problemi, ma ha aggravato la situazione».

Sugli sprechi del comparto: «È impensabile che il 70% del budget della regione sia speso nella sanità e che ci siano tempi di attesa così lunghi e disservizi così diffusi». Colpa, a parere di Ranuccio, di governi regionali che hanno dato in pasto ai cittadini cronoprogrammi continuamente disattesi, causandone la sfiducia. La richiesta della città di istituire un tavolo tecnico per seguire da vicino l’Iter è stata accolta positivamente dai vertici regionali. Ripercorrendo le tappe passate dell’Iter, il Rup Domenico Pallaria ha poi dettato i tempi per il prosieguo dell’iter. «Ho ereditato una pratica amministrativa travagliata – ha detto il dirigente regionale - mi sento di dare date precise, sancite in modo indelebile. Il termine di consegna del progetto definito è fissato per il 22 agosto 2018».

All’annuncio della data, in aula si è sollevato qualche mugugno e commento negativo. Dopo il direttore dell’Asp di Reggio Calabria, Giacomino Brancati, ha preso la parola il sindaco di Rosarno e presidente di città degli Ulivi Idà: «Mi aspettavo da Brancati che ci dicesse, da qui all’opera, come garantiamo i servizi sanitari del territorio?». Molto acceso anche l’intervento del consigliere palmese Pino Ippolito, che ha elencato i disastrosi numeri della sanità della piana. «Perché si è presentata la necessità di nuove indagini geognostiche? – il quesito di Ippolito - Si è fatto di tutto per ritardare la realizzazione di questa opera».

Stefania Marino, del comitato Pro Salus, ha detto: «È scandaloso che ci sia stato un ritardo di anno intero per soli tre giorni di accertamenti geognostici e non capiamo come mai per un piccolo adeguamento ci vogliano 4 mesi. Sospetto che in precedenza sul progetto non si sia proprio messa mano. La scelta scellerata, con la trasformazione in un financial project, sta a monte, con la giunta Scopelliti, ma ora è necessario un cambio di passo. A concludere l’incontro l’intervento del governatore Oliverio, che ha continuato la propria dura battaglia contro il commissariamento della sanità calabrese: «Dal 2010 la sanità è gestita da un commissario che avrebbe dovuto supplire alle inefficienze, ma che a 7 anni di lavoro presenta un bilancio assolutamente negativa. La situazione, per certi versi, si è anche aggravata. Dal 2011 si è proceduto a tagli lineari, senza provvedere ad una riorganizzazione del sistema sanitario. È stato un errore grave aver chiesto ed in seguito anche mantenuto il commissariamento».

Sull’ospedale: «Ci si è rivolti ad Infrastrutture Lombarde per una progettazione che sarebbe potuta essere ben gestita qui in Calabria. In seguito, sono stato chiamato per ben due volte in sede di commissione antimafia a rispondere, in pratica, del nulla, ovvero in merito alle accuse di mafiosità di un sito di proprietà statale. Non ci siamo fatti prendere dal panico nel momento in cui sono sorte le problematiche. Stiamo andando avanti con determinazione e siamo andati avanti senza aspettare che la Tecnis risolvesse i propri problemi con la cessione di un ramo di azienda, una procedura di cui abbiamo oggi avuto una definitiva conferma». In chiosa: «Abbiamo lavorato nell’interesse dei cittadini, per recuperare anche un solo giorno utile. L’istituzione di un tavolo tecnico sarà una garanzia per tutti».

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