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No tax area, ecco perché l’idea può funzionare

Calabria
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Attrarre in Calabria i pensionati potrebbe far sviluppare molti settori occupazionali, anche per i giovani
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CATANZARO – È buona (detto senza ironia) l’idea del ministro Salvini di introdurre una sorta di No Tax Area in Calabria sull’esempio del Portogallo che, con un apposito sistema fiscale, incoraggia i pensionati europei a soggiornare per un tempo medio nel Paese di Sant’Antonio. Ma perché questa buona idea non è venuta in mente prima a nessuno? C’è sempre una prima volta. In realtà il 23 novembre 1949 l’allora presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, in visita in Sila paragonò la Calabria alla California, salvo ad aggiungere: “Calabresi, imparate una lingua ed emigrate”.
Tornando alla proposta Salvini questo giornale ieri, per la firma di Massimo Clausi, si è posto delle domande, seminando dei dubbi, ponendo interrogativi, data la complessità dell’argomento e le condizioni precarie, sotto tutti i punti di vista, del territorio calabrese. L’on. Roberto Occhiuto ha poi rilevato le condizioni attuali del sistema sanitario calabrese. Senza contare le implicazioni legislative, istituzionali, sociali, economiche e, persino, antropologiche a cui pensare e applicare in un’ipotesi di sistema che incoraggi flussi significatici di arrivi a fronte dei benefici offerti.Volgendo in positivo l’argomento, che non bisogna assolutamente lasciare cadere, il medesimo tema occorre subito farlo uscire dalla genericità per non condannarlo nel limbo delle cose inutili, degli annunci elettorali. Partiamo dagli esempi storici italiani. Sappiamo che la Riviera ligure è stata, ed ancora lo è, la meta di anziani e pensionati, soprattutto del Nord, che andavano e vanno tutt’ora a svernare su quella costa favoriti dal clima temperato, rispetto al freddo del Nord, e dalle favorevoli condizioni logistiche. Oltre alla Liguria c’erano, e ci sono, altri territori vocati allo scopo. Come la Versilia o la costa romagnola, anche se quest’ultima attrae tedeschi, e ora russi, per i costi bassi dei pacchetti turistici.
La Calabria ha le potenzialità necessarie per sposare questa progettualità specifica dell’accoglienza degli anziani. Le bellezze naturali, le tradizioni, la storia millenaria, i siti archeologici e quant’altro. Insomma, l’habitat giusto. 
Ma non basta: occorrono i servizi efficienti, i trasporti veloci e sicuri, la ricettività, la professionalità. In una parola: il sistema turismo. Oltretutto occorre recuperare l’immagine deturpato negli anni dalla cattiva narrazione, a volte veritiera e a volte sovraccaricata.La risposta alla proposta di Salvini non può che essere in termini distrettuali, ovvero interrogando i singoli territori che si qualificano perché esiste un forte fattore trainante, materiale e/o immateriale, che fa da volano all’effetto emulativo. E quale potrebbe essere il fattore attrattore per la tipologia in oggetto? Per esempio: il clima, mescolato con le altre eccellenze disponibili. Ma il territorio non è uniforme. Né si possono ipotizzare interventi a pioggia che disperdono le risorse e finiscono per banalizzare l’idea inziale. Occorre individuare dei filoni concreti di intervento. Uno di questi è il filone termale, di cui la Calabria è ricca ma è dispersa nell’inedia. Un distretto termale-climatico può fare da traino a una politica di incentivi per specifici settori.Un esempio pratico: la Locride e il suo proseguimento a Sud attraverso Capo Spartivento e il Parallelo 38 ha un microclima mite. Forse il più mite d’Europa. La prova? La fioritura del gelsomino e del bergamotto, nelle notti d’estate si possono ancora vedere le lucciole e sulle spiagge di Bruzzano Zeffirio e Brancaleone nidificano le tartarughe caretta caretta. Ma quanti lo sanno? Quanti conoscono l’Eden di casa nostra? Pochi. Dunque, un distretto climatico-termale diventa tale se il legislatore, evitando di distribuire soldi a pioggia (ammesso che il abbia), concentri la sua attenzione a quegli elementi vincenti. Naturalmente il terreno deve essere sgombro dal contesto ambientale difficile. E questo non è facile da estirpare. A dirla tutta.

 

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