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Migranti, con la scusa della crisi si è persa
un'occasione di democrazia e di accoglienza

Calabria

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DA ieri tutti a casa. Così  ha deciso il Ministero dell'Interno che  non ha concesso altra proroga agli immigrati dell'emergenza Nord  Africa accolti nel nostro Paese. Con una decisione repentina se consideriamo il fatto che la Circolare del Ministero dell'Interno è stata emessa il 18 febbraio ed è diventata operativa il 21 di questo mese e che sostanzialmente da mandato ai Prefetti di sgomberare i centri di accoglienza entro la mezzanotte del 1 marzo 2013. Il problema è: quale casa? Ma questo evidentemente non conta, infondo bastano 500, 00 - questa la somma concessa a tutti i richiedenti asilo ancora ospiti nei vari Cara, Sprar e Cie sparsi per l'Italia. Come si può in poco più di una settimana smantellare un centro di accoglienza è un problema che evidentemente non interessa al Ministro che evidentemente, mostra di non conoscere queste realtà con i loro problemi. La decisione risulta essere ancora più assurda se consideriao il fatto che siamo oramai alle soglie dell'insediamento del nuovo Governo e che decisioni importanti come queste andavano discusse in Parlamento, visto che la nostra è una democrazia parlamentare. A Lamezia Terme è stato il Prefetto  Reppucci che ha voluto incontrare personalmente gli immigrati e spiegare loro  la decisione del Ministro. 
Mentre nel Cara di Cetraro, è stata la dottoressa Tarsia incaricata dal Prefetto di Cosenza. Gli immigrati hanno accettato tutti, anche se a malincuore, tale decisione. Secondo i dati forniti dalle prefetture circa  il 98% degli immigrati è in posseso di permesso di soggiorno. Secondo gli operatori dei Cara non è così. Se consideriamo il solo dato di Cetraro ad esempio, su 62 immigrati 22 ancora non hanno il permesso di soggiorno. Anche questo per le autorità governative evidentemente non rappresenta un problema. Con la scusa della crisi economica e la conseguente mancanza di fondi, il nostro Paese perde ancora una volta una occasione di democrazia e di solidarietà.

ORA tutti a casa. Così  ha deciso il Ministero dell'Interno che  non ha concesso altra proroga agli immigrati dell'emergenza Nord  Africa accolti nel nostro Paese. Con una decisione repentina se consideriamo il fatto che la Circolare del Ministero dell'Interno è stata emessa il 18 febbraio ed è diventata operativa il 21 di questo mese e che sostanzialmente da mandato ai Prefetti di sgomberare i centri di accoglienza entro la mezzanotte del 1 marzo 2013. 

Il problema è: quale casa? Ma questo evidentemente non conta, infondo bastano 500,00 - questa la somma concessa a tutti i richiedenti asilo ancora ospiti nei vari Cara, Sprar e Cie sparsi per l'Italia. Come si può in poco più di una settimana smantellare un centro di accoglienza è un problema che evidentemente non interessa al Ministro che mostra di non conoscere queste realtà con i loro problemi. La decisione risulta essere ancora più assurda se consideriao il fatto che siamo oramai alle soglie dell'insediamento del nuovo Governo e che decisioni importanti come queste andavano discusse in Parlamento, visto che la nostra è una democrazia parlamentare. A Lamezia Terme è stato il Prefetto  Reppucci che ha voluto incontrare personalmente gli immigrati e spiegare loro  la decisione del Ministro. Mentre nel Cara di Cetraro, è stata la dottoressa Tarsia incaricata dal Prefetto di Cosenza. 

Gli immigrati hanno accettato tutti, anche se a malincuore, tale decisione. Secondo i dati forniti dalle prefetture circa  il 98% degli immigrati è in posseso di permesso di soggiorno. Secondo gli operatori dei Cara non è così. Se consideriamo il solo dato di Cetraro ad esempio, su 62 immigrati 22 ancora non hanno il permesso di soggiorno. Anche questo per le autorità governative evidentemente non rappresenta un problema. Con la scusa della crisi economica e la conseguente mancanza di fondi, il nostro Paese perde ancora una volta una occasione di democrazia e di solidarietà.


 

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