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Un libro anche un po' nostro

Calabria

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ORA che ha vinto ne parliamo, abbiamo preferito evitare di farlo prima per non dare l'idea che stessimo pubblicizzando e sostenendo un autore e un libro che sono di casa nel nostro giornale. Siamo felici, dunque, che il Premio Tropea sia andato a Vito Teti e al suo bel romanzo. E' un riconoscimento che la Calabria dà ad un intellettuale che l'onora e a un libro importante, e che sentiamo anche un po' nostro perché i lettori del Quotidiano della Calabria hanno conosciuto con larghissimo anticipo questa sua fatica. Una sera, nella sua casa a San Nicola da Crissa, parlammo di quest'opera che stava nascendo. Sul tavolo accanto alla vetrata, che dà sul paese quasi lasciando intravedere quella che fu la casa del “patriota”, protagonista del romanzo con la moglie, la “maestra” piemontese, vi erano già i documenti e gli appunti di una ricerca appassionata che Teti stava facendo su quella piccola grande storia. Decidemmo di farla conoscere subito ai lettori del Quotidiano e così Vito, con la sua proverbiale generosità, si mise al lavoro e produsse quello che fu ben più di un'anticipazione trattandosi in realtà della prima stesura del futuro romanzo, e che i lettori poterono leggere in un numero monografico del Quotidiano della Domenica di sette pagine. Poi vennero altri articoli sull'argomento. Di questa storia, quindi, i lettori sanno già tutto e, se non lo sapessero, li invitiamo a comprare il libro, per cui non ne riprendiamo la trama. Allora, appunto quella sera, e poi dopo, il pensiero è andato alla genesi delle storie. Pensiamo troppo spesso che esse siano altrove e invece le possiamo trovare sotto casa, nel nostro vicolo, nel nostro quartiere, nella nostra città. Occorrono occhi aperti e vigili per coglierle, come quelli di Vito Teti.

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