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Lo stato dell'area archeologica
è una ferita aperta

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 47 secondi
di MAURO D’ACRI 
L’iniziativa “Mai più fango – Un sms per Sibari” lanciata  dal Quotidiano della Calabria  e dedicata ad una delle pagine più difficili del rapporto tra la nostra regione e le sue straordinarie risorse storico-archeologiche è un’iniziativa lodevole, intelligente e purtroppo  necessaria; Agrinsieme – con tutte le sigle di rappresentanza coinvolte – manifesta la più totale condivisione ed aderisce con lo spirito di una fattiva collaborazione.
La Sibaritide ha una grande storia, i suoi siti culturali e tutto ciò che essi rappresentano in Italia e nel mondo  sono per le produzioni agricole ed agroalimentari di quel contesto un vero e proprio  valore aggiunto in termini di identità ma anche di promozione; quanto accaduto nell’area archeologica – giustamente ripreso ed amplificato dagli organi di stampa nazionali ed internazionali – è stata ed è una pagina dolorosa, un consistente danno anche per chi partendo dalle risorse e dal fascino dei luoghi  cerca con fatica di promuovere il legame tra sapori e saperi, tra prodotti e territorio.
La condizione dell’area archeologica è una ferita aperta, uno schiaffo alla nostra storia ed una situazione inaccettabile per chi ama questa regione ed in questa regione vive, lavora e produce.
Al netto della retorica – sempre in agguato in questi casi – esprimiamo la nostra adesione e comunichiamo un nostro concreto contributo, a breve organizzeremo un incontro pubblico dedicato a questa iniziativa ed alle prospettive agricole ed agroalimentari della Sibaritide; in quella occasione daremo anche vita ad una raccolta fondi da destinare all’iniziativa del Quotidiano. 
*coordinatore 
regionale Agrinsieme

L’iniziativa “Mai più fango – Un sms per Sibari” lanciata  dal Quotidiano della Calabria  e dedicata ad una delle pagine più difficili del rapporto tra la nostra regione e le sue straordinarie risorse storico-archeologiche è un’iniziativa lodevole, intelligente e purtroppo  necessaria; Agrinsieme – con tutte le sigle di rappresentanza coinvolte – manifesta la più totale condivisione ed aderisce con lo spirito di una fattiva collaborazione.La Sibaritide ha una grande storia, i suoi siti culturali e tutto ciò che essi rappresentano in Italia e nel mondo  sono per le produzioni agricole ed agroalimentari di quel contesto un vero e proprio  valore aggiunto in termini di identità ma anche di promozione; quanto accaduto nell’area archeologica – giustamente ripreso ed amplificato dagli organi di stampa nazionali ed internazionali – è stata ed è una pagina dolorosa, un consistente danno anche per chi partendo dalle risorse e dal fascino dei luoghi  cerca con fatica di promuovere il legame tra sapori e saperi, tra prodotti e territorio.La condizione dell’area archeologica è una ferita aperta, uno schiaffo alla nostra storia ed una situazione inaccettabile per chi ama questa regione ed in questa regione vive, lavora e produce.Al netto della retorica – sempre in agguato in questi casi – esprimiamo la nostra adesione e comunichiamo un nostro concreto contributo, a breve organizzeremo un incontro pubblico dedicato a questa iniziativa ed alle prospettive agricole ed agroalimentari della Sibaritide; in quella occasione daremo anche vita ad una raccolta fondi da destinare all’iniziativa del Quotidiano. 

*coordinatore regionale Agrinsieme

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