Salta al contenuto principale

Interventi mirati e non di corto respiro

Calabria

Tempo di lettura: 
3 minuti 35 secondi

L’INIZIATIVA e la presa di posizione del direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza, per aver portato a conoscenza della pubblica opinione la gravità di quanto si è verificato nel “parco archeologico” di Sibari, descrivendo il sito della Magna Grecia sommerso di acqua e di fango a seguito della esondazione delle acque del fiume Crati per la rottura degli argini, come “la vergogna della Calabria”, invocando interventi tecnici finalizzati alla sistemazione e al recupero ambientale, turistico, ecologico ed economico del comprensorio, merita la massima attenzione poiché è finalizzata ad ampliare la conoscenza dello stato dell’arte e le condizioni di criticità cui si trova tutt’ora il sito archeologico della Magna Grecia della sibaritide. 

Analoga attenzione merita altresì il Sindaco di Cassano Ionio, Giovanni Papasso, quando afferma, tra l’altro, che le acque del fiume Crati con l’esondazione hanno causato guasti, rovine e danni ad un patrimonio di notevole bellezza per l’umanità intera Il sindaco Papasso ha del resto sempre invocato urgenti interventi di manutenzione del corso fluviale più importante della Calabria, nonché l’attuazione delle necessarie opere di difesa, innalzamento ed irrobustimento delle sponde arginali, al fine di garantire la sicurezza fisica del territorio, la tutela e salvaguardia delle risorse naturalistiche ed ambientali, storiche ed archeologiche, orgoglio e vanto dell’area vasta della sibaritide I danni alluvionali del 13 Gennaio dello scorso anno, dimostrano ancora una volta che necessitano validi progetti per prevenire il dissesto idro-geologico e mantenere in perfetta efficienza la sistemazione dei terreni, l’assestamento dei versanti collinari, il regolare deflusso dei corsi d’acqua (fiumi, torrenti e reticolo idrografico in genere), la regimazione delle acque superficiali e meteoriche, la manutenzione del territorio. 
Le varie testimonianze del sito archeologico di Sibari degli ultimi decenni non smentiscono la tristi condizioni della realtà di oggi., il che impone una attenta programmazione incentrata su mirati atti di indirizzo da parte del Governo centrale e di quello regionale affinché i vari soggetti Istituzionali ed in genere tutti quanti operano nel territorio, promuovano sinergicamente le opportune iniziative finalizzate a raggiungere gli obiettivi strategici riguardanti in primis gli interventi di sistemazione idraulica del fiume Crati e più specificatamente: affrontare in modo adeguato le criticità tutt’ora esistenti prevenire le cause delle alluvioni a monte dei corsi d’acqua; sistemazioni idrauliche dei corsi d’acqua; interventi di manutenzione del fiume Crati e dei suoi affluenti; debolezza degli argini; cura dell’alveo; interventi di pulizia idraulica; insabbiamento della foce del fiume Crati. Per la messa in sicurezza del fiume Crati e dei terreni della sibaritide, come per altre aree del territorio calabrese, necessita operare in modo virtuoso intorno alle problematiche, avendo sempre come punto di riferimento e filo conduttore la tutela, salvaguardia e valorizzazione di uno dei siti archeologici più importanti della Magna Grecia come quello di Sibari. Per fronteggiare le avversità meteorologiche occorre porre attenzione, all’uso del suolo e all’assetto del territorio. Le piogge persistenti innescano diversi movimenti franosi trasportando in profondità e verso le zone vallive parte del suolo formatosi nel corso di secoli, cancellando anni di duro e paziente lavoro. Le origini che innescano e favoriscono i movimenti franosi, in molti casi sono da addebitare alla scarsa manutenzione del territorio ed ai mancati interventi sistematori idraulico-agrari e idraulico-forestali. 
Per fronteggiare i movimenti franosi occorre in primis programmare interventi di bonifica e di risanamento ambientale con una visione strategica improntata all’ordinarietà e non a soluzioni improvvisate e di corto respiro. La gestione del territorio va attuata dando priorità assoluta alla sistemazione dei terreni ed alla regimazione delle acque piovane ed irrigatorie, soprattutto nelle zone collinari e montane molto sensibili e fragili all’aggressività climatica Solo in tal modo tutte le nostre risorse e ricchezze archeologiche di Sibari e non solo possono diventare “gioielli dell’umanità” e costituire veramente “suoli-luoghi” od eccellenze strategiche, orgoglio e vanto dell’intera Regione Calabria, per essere apprezzate e godute da studiosi e turisti di tutto il mondo e con quanto ne scaturirà per lo sviluppo socio-economico del territorio. 
 * Agronomo

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?