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Assessori capaci e adulti
incapaci di sognare

Calabria

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I BAMBINI sognano. Anche quelli meno fortunati. Anzi, questi ultimi sognano di più, perché, quando si è vittime di sofferenze o fiaccati da disagi, sognare a occhi aperti una vita diversa a volte può essere la scialuppa di salvataggio più vicina. Noi adulti sogniamo di meno. Se lo facessimo più spesso, probabilmente avremmo una visione più chiara di come dovrebbero andare le cose. Invece sogniamo poco e qualche volta ci facciamo narcotizzare dalle chiacchiere su problemi seri, perdendo di vista il cuore degli stessi.

Prendiamoci una pausa (bastano pochi minuti), sdraiamoci su una spiaggia (va bene anche una sedia a casa), chiudiamo gli occhi e sogniamo una realtà diversa, quella che ci piacerebbe vivere.

Con occhi chiusi e orecchie tappate, giusto per assicurarci un efficace isolamento, potremmo immaginare, per esempio, una terra amministrata da persone oneste. Che dramma. Siamo partiti proprio male. Già, perché essendo fuor di dubbio che la gente è ormai imbestialita per il malaffare che da anni ha contagiato la politica, furiosa al punto che basta solo un'ipotesi di reato (se non un semplice pettegolezzo) per bollare tizio o caio come un farabutto (della serie: “sono tutti gli stessi”), stiamo correndo seriamente il rischio di desiderare di essere amministrati da chicchessia purché sia onesto. Tali e tante sono le storie di “...opoli” (tangentopoli, rimborsopoli, concorsopoli e via dicendo), che se avessimo la certezza che il tale presidente, sindaco o assessore è una persona “pulita” senza ombra di dubbio, lo osanneremmo come il migliore amministratore del mondo. Non importa se poi non è capace di amministrare: è onesto.

Siamo ridotti davvero male.

Il governatore della Calabria ha annunciato i nomi della nuova Giunta dopo lo scandalo dei rimborsi ai gruppi del precedente consiglio regionale. Molti sono esterni al Consiglio, alcuni docenti universitari. E noi tutti a partecipare, in pubblico ma anche molto in privato, alle chiacchiere se siano meglio i politici o i tecnici, con molti pronti a mettere la mano sul fuoco che se non sono politici è molto meglio e altri a rintuzzare (ripescando dalla memoria recente l'esperienza del Governo Monti) che molte volte i tecnici possono fare danni e che comunque i politici non sono tutti degli appestati. Vi è capitato di sentire qualcuno augurarsi che questi nuovi assessori si rivelino persone capaci di governare questa regione cenerentola? Ma come si fa a giudicare uno per un'attività – peraltro molto complessa – prima che questa venga svolta? E anche dopo, quando avrà amministrato e si tratterà di farci un giudizio, converrà richiudere gli occhi e valutarlo per quello che ha fatto per questa regione (perché, a occhi aperti, potremmo promuoverlo solo perché magari ci ha fatto un favore). Dettagli? Considerazioni di poco conto? Probabilmente sì, in un Paese (perché se qualcuno pensa che il “problema” è solo calabrese, è fuori strada) in cui si è perso il buon gusto di fare un passo indietro quando motivi di opportunità lo richiedano (ormai ci si dimette solo se “costretti”) e la parola etica è stata cancellata in nome del principio di presunzione di innocenza, di grande civiltà ma che attiene ad altre sfere.

“...opoli”, ipotesi di reato, favore: se nei nostri sogni in riva al mare compaiono queste parole, vuol dire che non è un buon momento, che non stiamo sognando davvero, e che conviene andare a fare il bagno, se l'acqua è pulita. E c'è anche questo: in molte zone del Tirreno cosentino da settimane è ricomparsa la schifezza nel mare.

Non è cambiato molto rispetto agli anni passati, è solo che quando un fenomeno diventa la regola “fa meno notizia”. Quasi quasi si è tentati a interrogarsi sul motivo per il quale i giornali ne parlano di meno, piuttosto che prendere atto del problema.

Un rimedio? Proviamo a richiudere gli occhi. 

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