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Sanità, trovata finalmente una stanza per Scura
Ma la stabilità delle aziende sanitarie può aspettare

Calabria

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I CALABRESI possono stare tranquilli, i problemi della sanità calabrese sono stati risolti: infatti pare che al terzo piano della cittadella Regione sono state liberate quattro stanze, c’è chi giura addirittura cinque, per ospitare il commissario della Sanità Massimo Scura e i suoi collaboratori. Per fargli posto pare si sia “sacrificato” l’assessore Francesco Russo che si è spostato di un piano. Manca solo l’ufficialità e il commissario può rimettere la cancelleria negli scatoloni e traslocare a Germaneto in tutta tranquillità. Non è chiaro, però, se cambierà anche albergo dove alloggia a spese dei contribuenti calabresi. Fino ad oggi ne aveva scelto uno rinomato a 4 Stelle a pochi passi da via Buccarelli sede fino a fine agosto del dipartimento Salute. Una location ottimale, in pieno centro, e anche strategica perché a pochi passi c’è anche una buona pizzeria dove è solito intrattenersi la sera.

Pare che il presidente Oliverio si sia preoccupato anche di questo disagio che potrebbe creare problemi alla produttività dell’ufficio e ha chiesto ai responsabili amministrativi di accelerare con l’apertura del ristorante e mensa a piano terra della Cittadella per evitare ulteriori problemi al commissario. E proprio in ragione di quella efficenza che vuole imprimere alla sanità, pare che il commissario voglia trasferirsi a Lido, in un albergo più confortevole e vicino agli uffici per poter meglio controllare i suoi collaboratori, soprattutto quelli di Kpmg che controllano per lui i conti della sanità. Un lavoro complesso e ben retribuito, 2,5 milioni di euro l’anno (alla Kpmg) con qualche sbavatura come è accaduto per l’Asp di Reggio che stava pagando due volte fatture per 10 milioni di euro.

Le litigate per la stanza del commissario erano diventate veramente imbarazzanti; pare che il motivo che abbia spinto Scura a rinunciare ai confort di Palazzo Alemanni sia stata la tentazione che potesse utilizzare la palestra che aveva fatto costruire l’ex presidente Giuseppe Scopelliti. E a nulla sono servite le rassicurazioni del segretario generale della Regione Ennio Apicella che poteva astenersi. Scura, avrebbe fatto sapere, che non era interessato alla vecchia sede della giunta regionale e avrebbe ringraziato per così tanta premura.

Risolta questa grana della sede del commissario che rischiava di paralizzare tutto il settore della sanità calabrese, ora la Giunta può spendere tutte le energie per occuparsi di “piccole questioni” come dare stabilità alle aziende ospedaliere e sanitarie. Le nomine sono saltate anche ieri. Eppure la giunta era convocata per le ore 12, ma il presidente ha avuto un contrattempo ed è arrivato solo nel pomeriggio a Catanzaro, giusto il tempo per salutare i presenti e tornare a Cosenza dove era atteso per un dibattito alla festa regionale dell’Unità. La giunta è stata riconvocata per oggi pomeriggio alle ore 15, ma stamattina il presidente è impegnato in Prefettura a Cosenza per fare il punto sui danni dell’ultima alluvione di Rossano e Corigliano con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Carlo De Vincenti, e con il Capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. E nel pomeriggio, alle 17 non mancherà di salutare a Cosenza il vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini.

Per le nomine, quindi c’è tempo, forse per fare prima si procederà solo con la proroga di alcuni commissari per altri sei mesi, tranne che per l’Asp di Reggio, l’ospedale di Catanzaro alle prese con il caso Pingitore, la cui nomina è inconferibile come quella di Gioffré, e l’Ao di Cosenza. Inoltre i suoi più stretti collaboratori pare abbiano consigliato prudenza per “Ragioni di opportunità” in vista della notifica della sanzione inflittagli da Cantone di tre mesi di stop nel fare le nomine. Inoltre si è in attesa dei chiarimenti giuridici su chi può esercitare le funzioni di nomina in sua assenza ed evitare contenziosi.

Un eccesso di zelo che vale più oggi che ieri, quando su alcune scelte sarebbe stato meglio soprassedere.

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