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Il criminale di Macerata e il tricolore

Calabria
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Il momento dell'arresto
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SUL criminale che ieri ha seminato panico e sangue a Macerata c'è solo da augurarsi che non sia affetto da patologie tanto importanti da cavarsela con una pena lieve per infermità mentale. Di fronte alle orde che sui social sono arrivati a definirlo “patriota”, vien da chiedersi solo se così tanti idioti esistessero anche prima che Facebook et similia dessero loro libertà di pubblico sproloquio.

Ciò che fa inorridire, a parte tutto il resto, ovviamente, è come sia stato possibile che gli uomini delle forze dell'ordine, appena lo hanno ammanettato, non gli abbiano subito strappato di dosso la bandiera tricolore, con la quale è stato immortalato da passanti mentre veniva fatto salire in auto. Una leggerezza, per carità, che però non può passare inosservata.

Una volta il tricolore era riservato ai campioni dello sport e, prima di tutto, alle centinaia e centinaia di vittime (soldati, carabinieri, poliziotti...) ammazzati solo perché facevano il loro lavoro, in ossequio ad un giuramento sui valori della Costituzione e su quella bandiera che è anche la plastica rappresentazione dei valori in essa contenuti.

Quell'immagine di ieri è una vergogna.

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