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Catanzaro, Tassone denuncia minacce
«Del voto si deve interessare l'Antimafia»

Calabria

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CATANZARO - Mario Tassone non si fa una ragione delle condizioni “antidemocratiche” in cui si sta svolgendo la campagna elettorale per le amministrative. Lui che è componente della commissione parlamentare Antimafia, insieme ad Angela Napoli di Fli - entrambi tra i volti del terzo polo che a Catanzaro sostiene la candidatura di Pino Celi - è pronto a mettere a conoscenza gli altri colleghi dell’organo bicamerale di quanto sta accadendo nel capoluogo di regione.

Onorevole, ci spiega meglio cosa sta accadendo? A cosa si riferisce quando parla di intimidazioni?

«Per la prima volta - dice lui che è vicesegretario nazionale dell’Udc e da oltre trent’anni siede tra i banchi del Parlamento e ricopre incarichi pubblici e politici - assisto a una campagna elettorale così incivile e lontana da forme ordinarie di democrazie. Qui a Catanzaro si va ben oltre la semplice contrapposizione politica qui veniamo a conoscenza di minacce, intimidazioni verbali, allusioni pesanti fino alle vere e proprie estorsioni nei confronti di chi a vario titolo vorrebbe impegnarsi a nostro sostegno e a fianco del nuovo progetto politico messo in campo attorno a una figura perbene e moderata qual è l’imprenditore edile, Pino Celi».

Ma sono state presentate denunce formali alle forze dell’ordine?

«Per ora no. Chiaramente si tratta di episodi riferiti a persone che avevano intenzione di candidarsi tra le fila del nostro schieramento. Devo, però, registrare che anche a bocce ferme, e quindi all’indomani della presentazione delle liste, il clima di pressioni e di inciviltà diffusa non è affatto cambiato».

Ma quale matrice politica hanno queste intimidazioni? Chi li mette in atto? 

«Il centrodestra, tra le cui fila risiedono esponenti dal profilo politico veramente inesistente. Si mettono in atto metodologie ed atteggiamenti propri non di una classe politica, bensì di un manipolo di persone portattrici di interessi molto lontani da quelli collettivi e della città di catanzaro. Alcuni nostri candidati sono stati bloccati e hanno ritirato la candidatura. Per altri, invece, riservano la carta della promessa del posto di lavoro».

Fra qualche giorno la commissione parlamentare Antimafia, di cui fa parte, sarà in Calabria. Pensa di investirla del caso?

«Ci occuperemo dell’ex sindaco di Monasterace, che ha appena rassegnato le dimissioni da sindaco dopo l’ennesimo atto intimidatorio e altri amministratori della Locride stanno alzando il loro grido di dolore. Certamente ci sarà modo di parlare anche di caso Catanzaro dove, al di là del dato sulle minacce, rimane una valutazione culturale e politica sul tragico destino in ballo per il capoluogo di regione. Non si tratta di eleggere un sindaco piuttosto che un altro, bensì di far emancipare la città da un grumo di interessi e da una visione personalista e non politica che ne bloccano ogni forma di crescita e sviluppo libero. Ci sono dei virus che devono essere subito debellati».

I vertici dell’Udc e il resto del partito è a conoscenza di queste sue denunce?

«Certo, non a caso anche domani (oggi per chi legge, ndr) il segretario regionale, Gino Trematerra, sarà in città per seguire di persona la campagna elettorale».

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