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Dal Pd la richiesta di una commissione d'inchiesta
su costi e ritardi nei lavori per la Salerno-Reggio

Calabria

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Il sopralluogo del governatore Scopelliti e dell'amministratore unico dell'Anas Pietro Ciucci non ha convinto il Pd. E dai democratici parte ora la richiesta di una commissione parlamentare d'inchiesta sui cantieri della Salerno-Reggio Calabria: «E' ora che si faccia luce definitivamente sui ritardi registrati finora nel cantieri e sui soldi che sono stati spesi ben oltre le aspettative» hanno affermato il parlamentare Franco Laratta e il consigliere regionale Carlo Guccione nel corso di una conferenza stampa. Vanno anche oltre, i due, chiedendo che «si verifichi anche la qualità dei lavori eseguiti»: «Non vorremmo - dichiarano - che anche nei tratti ammodernati ci si trovi poi con limiti di velocità ridotti».

I numeri che i due esponenti Pd evidenziano sono in sintonia con quelli presentati da Ciucci martedì nell'incontro con la stampa al campo base del cantiere di Morano Calabro. Ma l'interpretazione è diversa in tutto: «Di passerelle ne abbiamo già viste in passato, ma affermare che si può essere ottimisti su una conclusione dei lavori nel 2013 è assurdo - dice Guccione -. Al momento non ci sono soldi per far fronte nè alla conclusione dell'autostrada nè ai contenziosi che già oggi si sono generati: a questo punto bisogna fare chiarezza».

Si tratta, secondo gli esponenti Pd, «di far mettere la Calabria e l'A3 che è la priorità assoluta per evitare l'isolamento della regione, al centro dell'attenzione del Governo». Laratta e Guccione chiedono su questo di far fronte comune. «Operazione che sarebbe necessaria anche per la statale 106 - affermano - e che non è riuscita nemmeno quando si è parlato delle ferrovie, per le quali non si è visto alcun risultato da parte di Trenitalia». Per le risorse, gli sponenti Pd indicano i dieci miliardi che il Governo si è impegnato a investire per il Mezzogiorno: «Per l'A3 ne bastano 2,5» dichiara Laratta, che poi indica un'altra via per recuperare liquidità. «Si dovrebbe mettere un punto all'esperienza della Società Ponte sullo Stretto - afferma - che dal 1986 al 2011 è costata già 300 milioni e che ora non ha più ragione di esistere, dato che il Cipe e lo stesso Giverno hanno chiaramente indicato che l'opera non è più in programma».

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