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Casini a Catanzaro punta al ballottaggio
«L'Udc non è una riserva di caccia»

Calabria

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CATANZARO – Nessun commento al futuro della Regione Calabria. Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una manifestaqzione elettorale a Catanzaro, ha glissato su una domanda sull'alleanza col centrodestra, limitando a un «pace e bene». Casini si è concentrato solo su Catanzaro, senza comunque risparmiare attacchi al centrodestra: «Questa città viene da un fallimento» ha detto riferendosi al capoluogo. «Avevamo appoggiato il candidato del Pdl che, a causa delle liti interne allo stesso partito, ha fallito. Non potevame quindi continuare come se nulla fosse e abbiamo assunto la responsabilità di creare un'area di centro. Noi siamo convinti che gli elettori lo capuranno».

Parlando poi alla platea del teatro comunale, al fianco del candidato sindaco GiuseppeCeli, Casini ha detto: «Penso che questa città meriti la serie A, è una realtà troppo importante».

La giornata del leader centrista è iniziata con un incontro informale con una rappresentanza di imprenditori locali nella sede della segreteria del candidato sindaco del Terzo polo, Pino Celi, a Catanzaro Lido. Una chiacchierata riservata prima di unapasseggiata sul lungomare con al seguito i massimi vertici del partito calabrese, i deputato Mario Tassone e Ida D’Ippolito, l’assessore regionale Michele Trematerra, il presidente del Consiglio regionale Franco Talarico (presenti anche il segretario provinciale Salvatore Mazzotta, il presidente Francesco Manti e il segretario cittadino Gianluca Tassone, oltre che il consigliere nazionale Marisa Fagà e altri dirigenti locali, come l’ex assessore comunale Peppino Calabretta e il consigliere comunale Franco Cimino, e candidati al consiglio comunale delle cinque liste a sostegno di Celi).

Casini ha affermato di aver risposto alla «chiamata di amici sinceri» a sostegno «di una persona come Pino Celi, espressione della società civile della quale avevamo bisogno per affrontare questa sfida importante». Un Casini che per strada ha dispensato saluti ai passanti e ai simpatizzanti, infondendo coraggio con un «forza ragazzi, diamoci da fare», per raggiungere un ballottaggio che è un risultato possibile. E del dopo non si parla perchè secondo Casini «il problema riguarderà gli altri e non noi». E, comunque, l’Udc non è una riserva di caccia che ha già definito la sua azione e il suo operare all’interno di un recinto». Da Casini l'elogio al candidato sindaco. «Celi ha ben identificato la tipologia di battaglia che dobbiamo condurre: perchè Catanzaro sia libera e non ci siano consorterie varie che possano in qualche modo ingessare questa città – ha esordito Casini -. Quello che è successo è molto grave, richiedeva una risposta molto seria da parte nostra, non ci si poteva ripresentare con la stessa coalizione come se niente fosse. E per quanto mi riguarda niente è segnato, neanche quello che capiterà dopo: nessuno può pensare che il partito nostro sia una riserva di caccia che ha già definito la sua azione e il suo operare all’interno di un recinto. Vedremo – ha concluso Casini – comunque vogliamo andare al ballottaggio, il problema riguarderà gli altri e non noi». 

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