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A dieci giorni dal voto le lacrime di Abramo in diretta tv. Clima ancora teso a Catanzaro

Calabria

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CATANZARO – Clima ancora teso e di grande confusione, quello che si registra a Catanzaro a dieci giorni dal voto per il rinnovo del Consiglio comunale. Dopo le minacce al prefetto Antonio Reppucci, con un proiettile intercettato al centro delle Poste di Lamezia Terme, e l’annuncio del candidato sindaco del centrosinistra, Salvatore Scalzo, rispetto ai ricorsi pronti per i presunti brogli con il deposito di un ulteriore dossier, anche i nervi di Sergio Abramo, sindaco proclamato, non hanno retto. Così, ospite della trasmissione televisiva “Articolo 21”, il primo cittadino si è lasciato prendere dall'emozione e non è riuscito a trattenere la lacrime. Soffermandosi sulla vicenda elettorale, con la magistratura in campo per una presunta compravendita di voti, Abramo ha detto: «Ho lasciato le mie aziende per dedicarmi alla città, non certo per i 1.800 euro di stipendio che percepirò come primo cittadino. Mi sono messo a disposizione della città, come ho già fatto dal 1997 al 2005. Davanti a tutto ciò mi domando cosa sto a fare in questa situazione». 
Abramo quindi è stato sopraffatto dalle lacrime quando ha ricordato di essere stato al centro di un programma televisivo nazionale, condotto da Michele Santoro, per un avviso di garanzia «inviatomi - ha detto - per un errore materiale. Come imprenditore - ha detto - non ho mai avuto problemi con la giustizia ed appartengo ad una famiglia che ha dato posti di lavoro nelle sue aziende». Il riferimento fatto da Abramo al suo convolgimento nell'inchiesta denominata "Why not" è scaturito da una circostanza riferita in trasmissione da lui stesso, e cioè che domani la vicenda elettorale catanzarese possa essere al centro di una trasmissone elevisiva nazionale. «Finirà - ha detto - che parleranno di me in termini negativi davanti a tutto il Paese, come è già avvenuto in passato. Tutto questo non c'entra con la mia storia personale». Passato il momento di scoramento, Abramo ha spiegato: «Mi dispiace, ma tutta questa faccenda mi ha reso nervoso».

Rispetto al risultato elettorale, il sindaco di Catanzaro ha aggiunto: «Tra me ed il candidato del centrosinistra - ha affermato – ci sono 8.000 voti di differenza, non 130. Bene ha fatto la Procura – ha poi rilevato – a sequestrare tutte le schede se ci sono dei dubbi. Siamo favorevoli al riconteggio di tutte le schede, non solo di quelle relative alle tre sezioni contestate». Il neo sindaco ha promesso il massimo sforzo nella sua azione amministrativa: «Ho iniziato a lavorare – ha spiegato – rimanendo al comune dalle 8 del mattino alle 9 di sera, come ho sempre fatto durante i mandati precedenti, fermandomi solo per mangiare un panino».

IL DIBATTITO. Ma le elezioni comunali del capoluogo calabrese continuando a provocare reazioni. Il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro ha, infatti, presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri: «Sui brogli elettorali che si sarebbero verificati nelle scorse elezioni comunali a Catanzaro – ha scritto l’ex magistrato - chiediamo al governo di intervenire al più presto per ripristinare la legalità, nel rispetto della democrazia e della volontà espressa dai cittadini. Inoltre, vorremmo sapere di quali elementi informativi disponga l’esecutivo sulla vicenda. Le elezioni del 6 e 7 maggio 2012 a Catanzaro – ha proseguito Di Pietro – hanno portato alla vittoria, al primo turno, del candidato di centrodestra, Sergio Abramo. A oltre diciotto ore dalla chiusura dei seggi sono state riscontrate numerose irregolarità e l’Ufficio elettorale centrale ha stabilito che venissero ricontate le schede delle sezioni 84, 85 e 86. Sono state rilevate oltre un centinaio di schede bianche e un migliaio nulle, mentre altre schede sarebbero scomparse dal verbale. Il numero delle schede sarebbe superiore a quello dei votanti, i quali, a loro insaputa, avrebbero votato più volte. La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta su questa presunta compravendita di voti e sabato 12 maggio ha deciso per il sequestro di tutte le schede votate per una verifica definitiva. Sono state inviate al prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, e ai quotidiani Gazzetta del Sud e Quotidiano della Calabria – ha concluso - delle buste contenenti dei proiettili in cui si fa specifico riferimento alle elezioni comunali di Catanzaro».

 

LA MANIFESTAZIONE. L'articolo 48 della Costituzione, "il voto è personale ed eguale, libero e segreto", è stato scelto come slogan dagli organizzatori della manifestazione che si svolgerà giovedì 17 maggio, alle 18, in piazza Prefettura. Al sit-in saranno presenti  i rappresentanti della coalizione di centrosinistra, dell'area di centro e della lista civica a sostegno di Elio Mauro. «Le elezioni amministrative di Catanzaro del 6 e 7 maggio – si legge in una nota stampa diffusa dai Giovani democratici - sono state alterate da numerose irregolarità verbalizzate dagli organi competenti. Incontriamoci numerosi per avere la dovuta chiarezza su quanto accaduto e solidarizzare con tutte le istituzioni che in un momento così difficile stanno lavorando per garantire l'agibilità democratica nella nostra città». 

 

 

 

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