Salta al contenuto principale

Ha le tinte del nero e del rosa shocking
la giunta di Catanzaro firmata Abramo

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 7 secondi

La giunta comunale di Catanzaro presentata ieri, all’ora del Vespro, dal sindaco Sergio Abramo, senza gli interessati, si è colorata di rosa shocking. Rosa, perché quattro assessori su nove sono donne. Un’enormità, da queste latitudini. Shocking, perché l’affaire Catanzaro si riempie di piccole e grandi sorprese. Un sequel. Bisogna ricordare che il sindaco è stato proclamato ufficialmente, mentre i consiglieri comunali ancora no. Saranno proclamati fra qualche giorno o, forse, fra qualche settimana. Un’anomalia che non ha precedenti temporali di questa portata. Tuttavia Abramo aveva ed ha da affrontare una serie di emergenze; sicché aveva ed ha bisogno di una squadra che lo affiancasse. Da qui la formazione della giunta colorata a sorpresa di rosa. Ma anche di nero perché gli scontenti, ovvero gli aspiranti assessori non nominati, si sono già messi in moto per lamentarsi nelle sedi deputate a raccogliere le doglianze politiche. Dove? A Palazzo de Nobili, sede comunale? Niente affatto. I reclami si ricevono a Palazzo Alemanni, sede regionale. Parafulmine dei lamenti. D’altra parte Scopelliti ha - si dice – scelto Abramo, ha contribuito a farlo eleggere, lo ha aiutato a formare la giunta che si stava incagliando subito per l’eccessivo numero di richieste da parte dei gruppi e dei sottogruppi delle varie liste, e, quindi, al governatore l’onere e l’onore di sbrogliare la matassa.

 

GUARDA LE FOTO DEGLI ASSESSORI

VAI ALLO SPECIALE ELEZIONI

 

Il tocco femminile è nota di merito per il sindaco Abramo che pare voglia mettere dei paletti subito. Più in generale la vicenda catanzarese resta aperta. Almeno sino a quando la magistratura non farà chiarezza su alcuni punti controversi. Ammesso che voglia e possa fare chiarezza. A giorni dovrebbe partire un ricorso al Tar da parte del centrosinistra. Ma alla Procura della Repubblica del Capoluogo c’è aperta, in parallelo, un’inchiesta per presunti brogli elettorali e voti di scambio. Come si dice in questi casi: la giustizia faccia il suo corso. Ma un primo danno d’immagine la città l’ha già avuto perché fra poco passerà un mese da quando si è votato è il dubbio, il sospetto, ammorba questa città che vorrebbe essere citata per altre virtù che non siano quelle tipiche dei levantini. In attesa che trionfi la carta bollata, la giunta Abramo si è messa in cammino. E il tocco femminile le sarà di grande aiuto.

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?