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Consiglio regionale, niente dibattito sulla crisi
L'opposizione esce: «No alla politica da spot»

Calabria

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REGGIO CALABRIA – Due soli punti all’ordine del giorno ma tante polemiche. Il Consiglio regionale è tornato a riunirsi e, dentro un’aula semi deserta, ha ascoltato la relazione del presidente Giuseppe Scopelliti sull’impegno della sua giunta in materia di lavoro e lotta alla disoccupazione, quella dell’assessore Francescantonio Stillitani, mentre l’opposizione a ranghi compatti – seppur con qualche distinguo – ha disertato l’aula, convocato una conferenza stampa, spostato l’interesse dei media e denunciato “la politica degli spot” portata avanti dal governo regionale di centrodestra.

Sullo stato di salute economica e produttive della Calabria, quindi, non c’è stato dibattito. Tutto rinviato, forse, alla prossima seduta del consiglio regionale che si terrà il 26 giugno ed è stata convocata per la discussione e l’approvazione dell’assestamento di bilancio.

E’ passata, invece, la cosiddetta “legge anti sismica”: una modifica alla legge regionale del 2009 per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di interventi di carattere strutturale per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica”. La proposta, studiata dal consigliere regionale Gesuele Vilasi, ha raccolto il voto favorevole della sola maggioranza. Fortemente contrari il Partito Democratico e l’ex presidente della giunta regionale Agazio Loiero, mentre l’Italia dei valori ha scelto di astenersi dal voto.

La conferenza dei capigruppo, che si è riunita prima dell’avvio dei lavori assembleari, ha stabilito il calendario delle prossime sedute del consiglio regionale. Dopo quella di martedì 26 giugno – che sarà dedicata all’assestamento di bilancio – i consiglieri regionali si ritroveranno in aula il 16 luglio per l’approvazione della legge urbanistica ed il 3 agosto per discutere della riforma degli enti subregionali Arssa e Afor.

In consiglio, infine, è stato votato un ordine del giorno che impegna la giunta regionale a sollecitare l'apertura di un tavolo di crisi con il ministero per evitare il licenziamento degli operati dello stabilimento Italcementi di Vibo. Un secondo ordine del giorno contro le scelte adottate da Trenitalia che «rischiano di accrescere lo stato di isolamento della Calabria dal resto d’Italia, ed in modo particolare della Sibaritide e dell’intera area ionica».

 

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