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Quando nelle casse comunali mancano 118 milioni di euro. La crisi di Reggio e le ricette di Arena

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Centodiciotto milioni di euro. A tanto ammonta, secondo i tecnici del governo comunale chiamati a rielaborare tutte le poste di bilancio, secondo le indicazioni della commissione ministeriale, il buco delle casse comunali. 

La Giunta comunale approva, quindi, il rendiconto relativo all'esercizio dell'anno 2010 con un passivo che si discosta di circa cinquanta milioni a quello precedentemente dichiarato dagli ispettori ministeriali che ammontava a circa 170. Ad annunciarlo è il sindaco Demi Arena assieme a tutta la sua squadra di governo cittadino nel corso della conferenza stampa svoltasi ieri nel salone dei Lampadari di palazzo San Giorgio. Un'occasione anche per difendere il cosiddetto “Modello Reggio” ed ascrivere il clima di roventi polemiche, di sospetti e veleni che ha imperversato in città per diverso tempo “ a chi ha elevato l'operato della dirigente alle Finanze a una sorta di sistema politico di governo cittadino”. Il sindaco si riferisce ovviamente alle responsabilità personali della dirigente Orsola Fallara, poi suicidatasi, a suo dire strumentalizzate dagli avversari politici. Il rendiconto adesso dovrà essere approvato in una delle prossime sedute di Consiglio. Il debito invece sarà ripianato in tre rate e non proporzionali a partire dall'anno 2012. 

La ricetta per uscire fuori dall'impasse Demi Arena l'individua in due elementi: la dismissione del patrimonio edilizio che ammonterebbe a circa 200 milioni di euro ed un maggior contenimento della spesa. Ma per il primo cittadino la strada sarà dura. Ed il messaggio che vuole lanciare ai cittadini va proprio in questa direzione, anche se con la concreta speranza di uscirne fuori dai guai al più presto. “La strada è sicuramente in salita, molto difficoltosa. Ma fortunatamente il Comune ha le risorse per poter ripianare il deficit e quindi venire fuori da una situazione di oggettiva difficoltà”. Non tratta l'argomento della Commissione d'accesso al Comune per presunte infiltrazioni mafiose. “Ho una mia idea sulle motivazioni che hanno determinato l'accesso però da sindaco devo fornire il massimo impegno mettendo a disposizione della Commissione le strutture ed aderire a tutte le loro richieste perché credo nelle istituzioni ed ho fiducia. le due cose non confliggono”. 

Di dissesto nemmeno a parlarne. E Demi Arena lo spiega così. “A pagarlo sarebbe l'economia locale ed i cittadini. Per noi sarebbe un percorso più facile, come passare da una mulattiera ad una autostrada passando ad una gestione separata dal passato ma non possiamo permettere tutto questo a scapito del tessuto sociale della città”. E sempre sullo stesso tema aggiunge. “Quotidianamente assisto a pressioni riguardo questo argomento che non posso nemmeno considerare come considerazioni di carattere politico perché non mi immagino che ci possa essere una parte politica che possa tifare per lo scioglimento”. Per il sindaco una posizione di questo tipo “sarebbe demenziale, anche se purtroppo constato che da qualche parte e quotidianamente ci sono degli interventi che tirano in ballo questa procedura”. Sul cosiddetto “Modello Reggio” conferma le sue idee. “Ho fatto parte della squadra del governatore Scopelliti e ne sono orgoglioso. Il giudizio di quella stagione rimane positivo”. E se è possibile rilevare qualche critica è paradossalmente il fatto di aver operato troppo. 

“Chi comprende di attività amministrativa comprende che fare troppo non è in assoluto un elemento positivo, tant'è che ho detto che bisognava ripartire trasformando questo aspetto critico nella nostra forza di oggi: basterà continuare e completare un percorso, importanti opere ferme sul territorio per conseguire risultati oltremodo positivi per la nostra comunità”.

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