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Tagli a sanità e trasporti. Regioni in allarme
Province e comuni verso l'accorpamento

Calabria

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Sono più che preoccupati i governatori dopo l’incontro a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti. Lo è ancora di più Giuseppe Scopelliti che ieri ha lasciato il consiglio regionale anzitempo per precipitarsi a Roma e partecipare all’incontro con il governo che poi si è risolto con un nulla di fatto.
Nel corso dell’incontro non sono stata fatte cifre di tagli, ma c’è la consapevolezza che dalla sanità dovranno arrivare 1 miliardo di euro di risparmi. Ma sul tavolo della Conferenza Stato- Regioni, c’è una questione molto più grande: lo sblocco del fondo sanitario nazionale per il 2012 pari a 108,8 miliardi di euro che per la Calabria, secondo l’ipotesi di riparto già concordato, vuol dire più di 3,4 miliardi di euro. Siamo a metà anno e i fondi restano fermi nel cassetto. Poi c’è la questione del trasporto pubblico locale. Le Regioni tornano a chiedere l’erogazione effettiva delle risorse: 1,2 miliardi sul fondo nazionale e altri 314 milioni di euro su cui l’esecutivo si è impegnato. A questi si aggiungono 86 milioni di euro, il cui sblocco è legato all’intesa tra Stato e autonomie locali sull'efficientamento del servizio. Fondi che alla Calabria servono per poter programmare i servizi nei prossimi mesi e avviare le gare per gli affidamenti per i primi mesi del 2013. Alla Calabria mancheranno all’appello decine di milioni di euro, a fronte di una spesa storica vicina ai 100 milioni. Ieri l’annuncio della stipula del mutuo di 20 milioni di euro per dare ossigeno alla Ferrovie della Calabria la cui spesa è di oltre 40 milioni di euro.

Dalla riunione romana anche segnali che riguardano le province e i piccoli comuni: a seconda dei criteri usati si andrà da un minimo di 20 ad un massimo di 42 provincie in meno. In Calabria potrebbero cadere Vibo Valentia e Crotone. Ma non sfuggiranno nemmeno i comuni: sotto i 1.000 abitanti – e sono circa 4.000 quelli interessati – dovranno puntare ad unire i servizi. Drastica riduzione, poi, sarebbe prevista per le società di servizio controllate dagli enti territoriali.

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