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Il Consiglio approva il rinvio
di ogni decisione su Arssa e Afor

Calabria

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Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza un ordine del giorno che, tra l’altro, definisce la istituenda Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese (Ex Arssa), «ente strumentale della Regione Calabria, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico ed autonomia amministrativa, organizzativa, gestionale, tecnico, patrimoniale, contabile e finanziaria». Con lo stesso ordine del giorno, l’aula, ha deciso di rinviare «la trattazione della legge di riforma dell’Afor e di allargare il confronto, a partire dalle parti sociali, senza porre pregiudiziali rispetto alla qualificazione giuridica, con l'obiettivo di mantenere comunque i livelli occupazionali». L’ordine del giorno «impegna – inoltre – la Giunta regionale a proseguire un confronto virtuoso nelle sedi istituzionali competenti per pervenire ad una efficace e complessiva riforma dei suddetti enti, in coerenza con il processo legislativo in corso di definizione in seno al Parlamento nazionale».    Il testo, concertato in sede di conferenza dei capigruppo, è stato approvato con i voti contrari dei gruppo di Idv e Progetto democratico e dopo un dibattito in aula concluso dal presidente della Giunta, Giuseppe Scopelliti il quale ha dichiarato come «in questi mesi abbiamo lavorato sulla riforma dei due enti (Arssa e Afor), un lavoro puntuale e approfondito condotto dall’assessore Trematerra. Voglio ricordare ad ognuno di noi che l’Afor è sempre stata una buona occasione per qualcuno per fare clientelismo e sprechi, ma non è certo stato un buon affare per i calabresi. Dopo cinque anni, ci accingiamo finalmente – ha aggiunto Scopelliti – a dare ordine a questo comparto, a cancellare clientele, inefficienze e sprechi. Vogliamo e dobbiamo farlo, poichè si tratta di processi di grande significato, direi, dovuti, e perciò non opinabili. Ecco perchè oggi abbiamo accolto favorevolmente le indicazioni emerse dalla conferenza dei presidenti di gruppo, e perchè la Calabria non ha certo bisogno di autunni caldi ma di scelte chiare che modernizzino le sue strutture. Oggi, possiamo dire chiudiamo una fase con un impegno corale: fare le riforme, e per questo obiettivo abbiamo messo in campo tutte le energie dovute, intercettando anche l'interesse per un percorso il più possibile condiviso dei colleghi del Pd e del centrosinistra».

Sul futuro di Arssa ed Afor, il centrosinistra, pur condividendo la necessità di riformarle, ha scelto di determinarsi in ordine sparso rispetto al testo dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale. Ferdinando Aiello (Progetto Democratico), ha definito «non esaustivo l’ordine del giorno, seppure d’accordo con il bisogno di una ulteriore riflessione». I consiglieri di Idv, Giuseppe Giordano e Mimmo Talarico, hanno affermato che «Italia dei Valori ha votato contro l’odg proposto in Aula dal Pd e dalla maggioranza di centrodestra non per una posizione contraria alle riforme ma perché‚ viene sostenuto che la riforma dell’Arssa e dell’Afor si possa fare anche cambiando la natura giuridica dei due enti. Abbiamo avvertito anche noi la necessità di un rinvio perché‚ vogliamo una vera e compiuta riforma». Principe (Pd), ha sottolineato «il valore del confronto, anche se permangono distanze sull'Afor, ma al primo punto conta il futuro dei lavoratori. Il rinvio non è comunque un tentativo di dilatare i tempi della riforma, quanto dettato dalla necessità di conoscere il testo definitivo della spending-review». Per Giuseppe Bova (Misto), che ha votato a favore dell’ordine del giorno, «occorre giocare la partita della concertazione e del consenso massimo, senza per questo scambiare ruoli e responsabilità. Le situazioni sono difficili ed è necessario esercitare il massimo sforzo di comprensione sulla partita che si sta giocando». Rosario Mirabelli (Progetto democratico), ha rilevato «la mancanza di una linea comune del Consiglio, e tra gli stessi schieramenti», mentre Magarò (Scopelliti presidente), ha esortato il Consiglio «a puntare al rilancio ed alla modernizzazione degli enti, aggredendo sprechi e clientele».

 

 

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