Salta al contenuto principale

Arssa revocata l'assemblea permanente
I lavoratori chiedono incontro alla Regione

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 10 secondi

COSENZA - «I lavoratori dell’Arssa revocano l'assemblea permanente, ma mantengono lo stato di agitazione e chiedono un incontro all’assessore regionale al Bilancio, Giacomo Mancini, affinchè venga fatta chiarezza sulla certezza e la puntualità del pagamento degli stipendi nei prossimi mesi». È quanto si afferma in una nota congiunta di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.   «La decisione è stata presa – è scritto in una nota – al termine di un vertice con il commissario dell’Agenzia, Maurizio Nicolai, che ha comunicato il trasferimento da parte della Regione di somme sufficienti solo ad erogare la mensilità di luglio. Nicolai si è quindi detto costretto a non poter pagare la quattordicesima e a dover trattenere la produttività dalla prossima busta paga degli impiegati. Il commissario dell’Arssa ha riferito che la Regione si è impegnata a trasferire i fondi necessari ad erogare la quattordicesima e la mensilità di agosto entro il 20 del mese in corso. È stata così smentita l'affermazione di Mancini secondo la quale la Regione aveva già trasferito le somme necessarie ad estinguere tutti gli arretrati dei lavoratori. I lavoratori e i sindacati hanno quindi stabilito di revocare l’assemblea, ma di mantenere lo stato di agitazione e di programmare nuove forme di lotta. Nella richiesta di incontro all’Assessore Mancini si chiederà il rispetto degli impegni assunti nella fase di elaborazione del bilancio regionale: di prevedere nell’assestamento di bilancio le somme necessarie a coprire i costi dell’Ente sino a dicembre 2012».   «I lavoratori e le organizzazioni sindacali venerdì - prosegue la nota – si riuniranno in assemblea e in questa occasione lanceranno una serie di proposte e iniziative sulla riforma dell’Arssa. Le organizzazioni sindacali sono d’accordo che la nuova Agenzia sia pubblica, ma esprimono dubbi sulla riforma dell’Arssa così come ipotizzato dalla giunta regionale  perchè troppo riduttiva nella sua strategia, non crea sinergie con altri settori e non c'è traccia di una rivisitazione delle attività della ricerca e della divulgazione nel comparto agricolo fotografando lo status quo. Nei prossimi giorni partirà una campagna di sensibilizzazione di tutti gli operatori economici e politici dell’altopiano silano, dei cittadini e dei turisti sul rischio di ricadute negative sull'economia del territorio se non si procederà ad una riforma che sappia valorizzare i 20 milioni di euro per l’ammodernamento degli impianti a fune di Camigliatello e Lorica e l’economia  agricola montana».

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?