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Taglio province, l'ultimatum di Abramo
«Se non ci ascoltano ci dimettiamo tutti»

Calabria

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CATANZARO - «Se non ci ascoltano dimettiamoci tutti». Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, urla il suo pensiero dall'aula che ospita la seduta congiunta del consiglio comunale e provinciale. Difende il territorio e lo fa chiedendo alla classe politica, presente all'assemblea, di smetterla con le belle parole. «La difesa delle Province e l'eventuale formazione di una grande provincia che includa Catanzaro, Vibo e Crotone sono alla base di ogni ragionamento». Lo dice il sindaco. E lo ripete il presidente dell'Ente intermedio, Wanda Ferro. Presenti anche gli assessori regionali Mimmo Tallini e Piero Aiello e i consiglieri regionali Piero Amato e Vincenzo Ciconte. Dopo un lungo dibattito tutti sono convenuti sull'opportunità di chiedere aiuto alla Regione e, quindi, al Governo.  L'orientamento è il mantenimento delle cinque province. Ma qualora ciò non dovesse essere possibile allora l'auspicio generale è il ritorno alla provincia madre. Quella che un tempo includeva Catanzaro, Vibo e Crotone. L'assemblea dei due Enti si è, quindi, conclusa con l'approvazione di un documento unitario, a cui ha dato anche il suo via libera Pasqualino Ruberto, inizialmente determinato ad astenersi. Mentre si parla di abolizione di province, c'è chi come Ruberto, sogna una provincia nuova con un nome nuovo: Catanzaro-Lamezia. 

 

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