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L'assessore imprenditore che ama "vincere facile"
Eletto sindaco contro una lista di suoi dipendenti

Calabria

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REGGIO CALABRIA - L’assessore provinciale Eduardo Lamberti Castronuovo ha vinto a valanga (230 voti, 91,6%) ed è il nuovo sindaco di San Procopio. Un risultato scontato, si dirà, annunciato fin dalla vigilia, dal momento che Lamberti sfidava un suo dipendente, Walter Bilardi, capolista di “Uniti per San Procopio”, presentatosi all’ultimo minuto (fino alle ore 11 e 30 del giorno della scadenza Lamberti era senza rivali) e in odore di “pastetta”, ma francamente le stranezze elettorali a San Procopio non si sono fermate al solo avversario alla poltrona più alta del Palazzo Comunale della cittadina pianigiana. Appare oggettivamente esagerata la massiccia presenza nella lista elettorale avversaria sia di dipendenti della televisione privata Rtv che dell’istituto clinico De Blasi, entrambi di proprietà del vulcanico medico-imprenditore reggino che ci ha voluto riprovare (aveva fallito l’appuntamento con Palazzo San Giorgio, scontrandosi però contro lo schiacciasassi elettorale Peppe Scopelliti). 

A scorrere i nomi (e soprattutto le professioni) della lista avversaria a quella guidata dal neo sindaco (che adesso appare davvero a ben ragione significativamente definita “San Procopio: identità, legalità, lavoro”) viene il dubbio che Lamberti sia divenuto il nuovo testimonial in salsa reggina di quei “gratta e vinci” della serie “Ti piace vincere facile?”. Insomma, ponsibonsiponsibon, se il neo primo cittadino infatti ha dichiarato, appena eletto, che l’importante non è vincere ma governare, sveliamo le "identità" dei candidati antagonisti e soprattutto il loro "lavoro", cominciamo da Walter Bilardi, dipendente dell’Istituto ClinicoDe Blasi – settore segreteria. Ecco quindi le identità della lista “civetta”, in parentesi troverete le relative attività professionali. 

Gennaro Cortese, (direttore amministrativo RTV), Vincenzo Cotroneo, (dipendente dell’Istituto Clinico De Blasi –settore Amministrativo), Francesca Maria Morisani, moglie di Walter Bilardi (dipendente dell’Istituto Clinico De Blasi -Responsabile Settore Ragioneria), Lucia Giuseppina De Vita, (dipendente dell’Istituto De Blasi- Settore Ragioneria), ultimo nome in lista è quello di Piero Siclari (regista televisivo-RTV). La lista rivale finisce qui. A San Procopio nessuno ha votato questi candidati. Su 450 elettori sono andati alle urne solo 276 cittadini e di questi ben il 91% ha votato per Lamberti, solo 21 per Bilardi. Anche il dato che i singoli consiglieri non abbiano preso neanche un voto non depone, certo a favore di Lamberti. Insomma, nonostante non ci siano dubbi sulla regolarità delle elezioni, per l’imprenditore serpeggia ben più che il sospetto di una pastetta. 

Una combine quasi studiata a tavolino, o anzi usando un’espressione ormai familiare ai palazzi della politica cittadina, una vittoria macchiata dalla contiguità professionale tra i candidati e il già assessore provinciale Lamberti-Castronuovo, titolare di RTV e dell’Istituto Clinico De Blasi. Dopo Identità e Lavoro è la volta di Legalità. Eccola infatti. Una situazione imbarazzante, un po’ troppo da furbetto, per il neosindaco che è titolare in giunta provinciale della poltrona alla Legalità. E se vogliamo aggiungere un ulteriore dettaglio che, forse, potrebbe arrossare le gote al medico-imprenditore, sindaco-assessore, la carne al fuoco c’è. Tra i cinque nomi dei suoi neo consiglieri comunali c’è quello di Alessia Azzarà, figlia di Nuccio sindacalista della Uil rinviato a giudizio per concussione. Una scelta, forse poco opportuna, anche perchè già la Azzarà era stata destinataria di decreto presidenziale da parte del presidente della Provincia Raffa, ed operativa a Palazzo Foti, proprio in forza alla segreteria di Edoardo Lamberti Castronuovo. Ed il cerchio si chiude. Ma perchè Lamberti aveva tutta questa voglia di mettersi in gioco, ricominciando da San Procopio? Lui ha sempre dichiarato di volerlo fare per spirito di servizio nei confronti di un comune devastato dalla ‘ndrangheta ma diventare sindaco di uno dei 2 comuni commissariati era l’unico modo, quasi certo, di entrare nel futuro consiglio della città metropolitana e proseguire l’attività politica una volta defunto l’ente Provincia. Obiettivo: entrare nel consiglio della città metropolitana 

 

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