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Il Pdl chiede al ministro di disporre
l'accesso antimafia al comune di Rende

Calabria

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RENDE - I deputati del Pdl Giovanni Dima, Iole Santelli, Lella Golfo, Nino Foti, Giuseppe Galati, Michele Traversa, hanno rivolto un’interpellanza urgente al minitro dell’Interno Anna Maria Cancelieri, chiedendo la nomina di una commissione d’accesso al Comune di Rende, grosso centro dell’hinterland cosentino, affinchè verifichi eventuali infiltrazioni mafiose.  I parlamentari, fra l’altro, evidenziano che «con l’operazione «Terminator 4» della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha portato nel mese di dicembre 2011 all’esecuzione di 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di esponenti e gregari della cosca Lanzino/Ruà di Cosenza, è emersa la capacità della 'ndrangheta di controllare il voto in occasione delle competizioni elettorali. A seguito di questa operazione antimafia, – aggiungono – sono stati iscritti nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e voto di scambio l’ex sindaco del Comune di Rende (CS), attuale consigliere provinciale del Partito democratico, e l’ex assessore dello stesso Comune, già assessore provinciale in quota al Partito democratico e successivamente autosospesosi dall’incarico pubblico perchè rinviato a giudizio in un’altra inchiesta della DDA di Catanzaro con l'accusa di usura aggravata dalle modalità mafiose». 

Nell’interpellanza si evidenzia inoltre che «secondo quanto emerso dagli atti d’indagine, i due esponenti politici in questione, nelle vesti di sindaco ed assessore comunale del Comune di Rende, avrebbero affidato alla cooperativa «Rende 2000» l'esecuzione di alcuni lavori in cambio di voti e sostegno elettorale in occasione della competizione per il rinnovo del Consiglio provinciale di Cosenza del 2009 che si è conclusa con l’elezione di entrambi. La cooperativa in questione, – scrivono i deputati – che si è occupata, per conto del Comune di Rende, dello svolgimento di servizi di competenza comunale come la manutenzione delle fognature, la nettezza urbana, la cura del verde, i servizi cimiteriali, la manutenzione e la sorveglianza dei beni municipali, sarebbe stata gestita, secondo gli inquirenti, da esponenti di primo piano della criminalità organizzata locale destinatari dei provvedimenti giudiziari legati a questa operazione antimafia». Da qui la richiesta al ministro «se non ritenga necessario e non più differibile, visto il notevole lasso di tempo trascorso dall’emersione dei gravi fatti contestati dalla magistratura inquirente ai due ex amministratori comunali, promuovere l’accesso presso il Comune di Rende al fine di chiarire un quadro che, per come emerge dagli atti dell’inchiesta, sarebbe di un’evidente serietà».  I deputati del Pdl Giovanni Dima, Iole Santelli, Lella Golfo, Nino Foti, Giuseppe Galati, Michele Traversa, hanno rivolto un’interpellanza urgente al ministro dell’Interno Anna Maria Cancelieri, chiedendo la nomina di una commissione d’accesso al Comune di Rende, grosso centro dell’hinterland cosentino, affinchè verifichi eventuali infiltrazioni mafiose. 

«E' evidente il tentativo di sporcare Rende e l’iniziativa dei parlamentari del Pdl va in questa direzione» sostiene, in una nota, il circolo di Rende del Pd.   «Con estrema serenità – aggiunge il Pd – affermiamo che il comportamento del Comune di Rende si è sempre distinto per efficacia, all’insegna del rispetto delle leggi e, pertanto, non si è intimiditi nè preoccupati dalle iniziative poste in essere da un partito ormai in chiaro disfacimento, che vuole alzare polveroni per nascondere le proprie responsabilità per il disastro amministrativo della Regione Calabria e di importanti enti locali».

 

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