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In comune in giacca e cravatta
Per favorire le riprese della tv

Calabria

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CATANZARO - Obbligo di giacca e cravatta in Consiglio comunale. La proposta del presidente del civico consesso, Ivan Cardamone, fa discutere. Gli amanti dello stile casual non ci stanno. Ed insistono sulla possibilità di scegliere cosa indossare per partecipare ai lavori dell’aula. Eppure la regola prevista dal disciplinare, sottoposto all’esame dai capigruppo dal numero uno dell’assemblea, è una pregiudiziale al regolamento che consente le video riprese in Consiglio comunale. Chi trasgredirà a questa regola, con molta probabilità, non sarà ripreso nel corso del suo intervento. Ogni consigliere comunale dovrà, quindi, arrivare in aula con un look sobrio ed elegante. Nessuno avrà più scuse. Prima di raggiungere il palazzo, sarà necessario andare a casa e rispolverare - per chi non è un habituè dell’abito d’ordinanza - la giacca e la cravatta. Poco importa se, soprattutto i più giovani, ci abbineranno jeans e sneakers comode e alla moda. Quel che conta è indossare gli accessori indicati nel regolamento. È sicuramente questa la condizione più singolare prevista dal disciplinare proposto dalla maggioranza alla commissione Affari generali. Il  documento, che andrà ad integrare quello elaborato dal centrosinistra, regolerà  nel dettaglio la possibilità di riprendere i lavori del Consiglio comunale. La procedura vista dalla maggioranza ha un’impostazione decisamente molto più rigida rispetto alla bozza normativa redatta dalla minoranza. Rigida ma soprattutto rigorosa. I consiglieri comunali dovranno, infatti, prendere parte alle sedute tenendo un comportamento consono a partire dall’abbigliamento – giacca e cravatta d’ordinanza  – mentre le riprese potranno essere sospese per motivi di ordine pubblico, anche per non trasmettere una brutta immagine dell’assemblea.

 

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