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La Calabria torna alla primarie
per scegliere tra Bersani e Renzi

Calabria

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di GIULIA VELTRI
CATANZARO - A metà fra la filiale dell’Inps e un’aula scolastica in cui presentare la giustificazione firmata da mamma e papà per motivare l’assenza fra i banchi. Anche in Calabria il popolo delle giustifiche ha abitato le sedi dei comitati organizzatori delle primarie. In provincia di Catanzaro, ad esempio, sono 60 i nuovi elettori che oggi potranno presentarsi alle urne e scegliere fra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. Il comitato organizzatore che ha sede nel quartier generale del Pd a Lamezia Terme ha passato al vaglio circa 150 richieste ma soltanto il 30% è stato ammesso al secondo turno, per lo più studenti fuori sede e persone che hanno dimostrato di essere state materialmente impossibilitate a votare una settimana fa.
«Abbiamo escluso - spiega a nome del comitato organizzatore del centrosinistra, Fabio Guerriero, esponente del partito socialista di Nencini - soltanto le richieste seriali, ovvero quelle che presentavano forme sospette; per il resto non abbiamo posto limiti e non siamo stati fiscali nelle nuove registrazioni».  
Organizzazione del secondo turno, dunque pacifica, ma anche in Calabria non sono mancati gli episodi curiosi e le particolarità. Ad esempio, nella sede del Partito democratico a Catanzaro, in via san Nicola, si sono presentate più persone con documentazione al seguito per dimostrare la loro effettiva impossibilità materiale a votare e a registrarsi una settimana fa. Qualcuno, per esempio, ha esibito il biglietto del treno Roma Lamezia Terme con tanto di timbro targato 25 novembre. E ancora, una signora avanti con l’età ha bussato alle porte del comitato organizzatore con tanto di certificato medico attestante cinque giorni di febbre nel periodo “incriminato”. Nessun caos, però - assicurano gli organizzatori delle primarie - e nessuna corsa sfrenata all’ultimo voto. Le procedure per il ballottaggio - per quanto siano finite al centro di un’accesa polemica nazionale fra i due contendenti al titolo - in periferia non pare abbia provocato grosse difficoltà, né litigi politici fra le diverse anime delle primarie. C’è da dire, poi, che i nuovi elettori non dovrebbero stravolgere il quadro numerico del primo turno. A Catanzaro, infatti, voteranno 60 in più a fronte di 16825 elettori del 25 novembre.
Sul piano politico, invece, l’appuntamento di oggi per il centrosinistra catanzarese parte da un retrospettivo che ha visto vincente il segretario nazionale del Partito democratico con oltre il 58% delle preferenze, rispetto a Matteo Renzi con 19.39%, seguiti a ruota da Nichi Vendola (13%), Bruno Tabacci (8.18%) e Laura Puppato (1.27%).
Rimarrà invariato, invece, il numero dei seggi: confermato il numero di 88 luoghi in cui oggi dalle 8 alle 20 gli elettori del centrosinistra potranno presentarsi nelle sezioni e nei comitati elettori ed esprimere la propria preferenza sul prossimo candidato a presidente del Consiglio per il centrosinistra.
Ma come si rimescoleranno le carte dentro alle urne che saranno aperte oggi? I risultati del 25 novembre portano a dire che almeno in provincia di Catanzaro Bersani resta il preferito, non fosse altro per il fatto che il gioco degli apparentamenti con gli altri candidati ha già prodotto risultati, tanto è vero che i riferimenti locali di Vendola e Tabacci - ovvero il segretario di Sel, Fernando Miletta, e l’ex governatore e oggi coordinatore di Autonomia e diritti-Mpa, Agazio Loiero - si sono espressi pubblicamente per sostenere il segretario nazionale. A far da controaltare, sul fronte renziano, c’è da dire che i numeri del primo turno del sindaco di Firenze sono stati comunque importanti, se si tiene in considerazione il fatto che la stragrande maggioranza del Pd è sceso in campo per Bersani. Nonostante il sostegno di tutti gli eletti e del 90% del gruppo dirigente, Bersani conferma il suo gradimento fra i catanzaresi con il suo 58%, ma perde quasi 20 punti percentuali rispetto alle primarie del 2009, quando è stato eletto segretario nazionale dei democratici da quasi l’80% degli elettori catanzaresi.

CATANZARO - A metà fra la filiale dell’Inps e un’aula scolastica in cui presentare la giustificazione firmata da mamma e papà. Anche in Calabria il popolo delle giustifiche ha abitato le sedi dei comitati organizzatori delle primarie. In provincia di Catanzaro, ad esempio, sono 60 i nuovi elettori che oggi potranno presentarsi alle urne e scegliere fra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. Il comitato organizzatore che ha sede nel quartier generale del Pd a Lamezia Terme ha passato al vaglio circa 150 richieste ma soltanto il 30% è stato ammesso al secondo turno, per lo più studenti fuori sede e persone che hanno dimostrato di essere state materialmente impossibilitate a votare una settimana fa. Organizzazione del secondo turno pacifica in Calabria ma non sono mancate le particolarità. Ad esempio, nella sede del Partito democratico a Catanzaro, in via san Nicola, si sono presentate più persone con documentazione al seguito per dimostrare la loro effettiva impossibilità materiale a votare e a registrarsi una settimana fa. Qualcuno, per esempio, ha esibito il biglietto del treno Roma Lamezia Terme con tanto di timbro targato 25 novembre. E ancora, una signora avanti con l’età ha bussato alle porte del comitato organizzatore con tanto di certificato medico attestante 5 giorni di febbre nel periodo “incriminato”. Le procedure per il ballottaggio - per quanto siano finite al centro di un’accesa polemica nazionale fra i due contendenti al titolo - in periferia non pare abbiano provocato grosse difficoltà, né litigi politici fra le diverse anime delle primarie. C’è da dire, poi, che i nuovi elettori, il cui numero non è altissimo, non dovrebbero stravolgere il quadro numerico del primo turno. 

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