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I testimoni ritrattano la compravendita di voti
«Mai avuto soldi e promesse di lavoro»

Calabria

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CATANZARO - Alcuni testimoni hanno ritrattato di aver ricevuto denaro e promesse di lavoro in cambio di voti per un candidato alla carica di consigliere comunale del centrodestra in occasione delle elezioni amministrative del maggio scorso. I testi sono stati sentiti nel corso di un incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, Maria Rosaria Di Girolamo. Durante i loro interrogatori davanti al sostituto procuratore della repubblica Gerardo Dominijanni, i testi avevano affermato di aver ricevuto denaro e promesse di lavoro per votare un candidato al consiglio comunale del centrodestra. Stamane durante l’incidente probatorio hanno ritrattato le loro dichiarazioni iniziali ed il Pm gli ha contestato quando avevano detto durante gli interrogatori. Per tutti i testi che hanno rintrattato le loro dichiarazioni iniziali il pubblico ministero ha chiesto di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica per valutare l’ipotesi di reato di falsa testimonianza. 

 Nell’inchiesta sulla compravendita dei voti sono indagate sei persone. L’incidente probatorio ha avuto inizio con un duro confronto tra accusa e difesa. In particolare i difensori degli indagati avevano chiesto la nullità della richiesta di incidente probatorio e l’inutilizzabilità di alcune intercettazioni telefoniche e dei verbali di sommarie informazioni. Le eccezioni della difesa sono state tutte rigettate. Al vaglio della Procura c'è l’ipotesi dell’utilizzo di una "scheda ballerina" utilizzata nella presunta compravendita dei voti. Gli inquirenti stanno valutando anche l’esistenza di un 'nucleò di persone che avrebbe organizzato nel dettaglio la compravendita dei voti in favore di alcuni candidati al consiglio comunale.

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