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Sanità, slitta la legge che salva i precari
Il Consiglio regionale teme una bocciatura

Calabria

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REGGIO CALABRIA - E' stata sospesa l'approvazione della legge che avrebbe salvato i precari della sanità calabrese. I precari della sanità stavano presidiando l'ingresso principale di Palazzo Campanella, l'aula dopo un breve confronto fra i capigruppo al banco della presidenza ha scelto di prendere ancora tempo sull'approvazione della proposta di legge "Chiappetta-Gentile" che prevedeva il percorso immaginato dal governo regionale per raggiungere la stabilizzazione di centinaia di lavoratori precari.
Il rischio di incappare in un'impugnativa da parte del governo nazionale, per l'ipotesi di incostituzionalità della norma che era già stata evidenziata dal servizio legale calabrese, ha portato il presidente della commissione sanità Nazzareno Salerno, che era anche il relatore della norma in consiglio regionale, ha chiedere la sospensione del dibattito sulla proposta di legge ed il suo rinvio al prossimo consiglio regionale utile in attesa di ricevere un parere preventivo.

La legge sui precari, ribattezzata “Chiappetta-Gentile”, ha il sostegno di tutti i capigruppo della maggioranza ed era all'ordine del giorno di Palazzo Campanella. Due giorni fa, i precari calabresi aderenti ai Cobas sanità hanno dichiarato di essere pronti allo sciopero della fame per difendere la norma che riguarda circa 900 persone assunte con contratto a tempo determinato.

I TAGLI AI FONDI DEI GRUPPI CONSILIARI - L’Assemblea convocata per oggi pomeriggio, secondo quanto è previsto dall’ordine del giorno, è chiamata  ad approvare il bilancio di previsione per il 2013 e pluriennale 2013-2015.  Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una proposta di legge che riduce i costi della politica, tagliando, in particolare, i finanziamenti ai gruppi consiliari ed al personale utilizzato nelle strutture.   L’inserimento all’ordine del giorno del provvedimento è stato proposto dal Presidente del Consiglio, Francesco Talarico. «Sono norme – ha detto Talarico – che abbiamo approvato all’unanimità in Conferenza dei capigruppo, a dimostrazione del grande senso di responsabilità di tutti i gruppi consiliari. Dal primo gennaio 2013 il finanziamento dei gruppi è stato fissato in 5 mila euro l’anno per consigliere, più duemila euro che arriveranno da una quota dello 0,05 euro per ogni abitante calcolata a livello nazionale».  

«Nei mesi scorsi – ha detto ancora Talarico – avevamo già stabilito l’abolizione del vitalizio e del trattamento di fine mandato. Viene istituito, inoltre, il Collegio dei revisori dei conti per il controllo della spesa. Con queste nuove misure contiamo di ottenere un risparmio annuo che si aggirerà sui sei milioni di euro. Risorse che contiamo di utilizzare in maniera più produttiva».

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