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Troppi tagli per i bilanci degli enti locali
Il sindaco incita alla «rivolta fiscale»

Calabria

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SARACENA (Cosenza) - Incita alla «rivolta fiscale» contro lo Stato «per il taglio dei trasferimenti agli enti locali». È la protesta attuata da Mario Albino Gagliardi, sindaco di Saracena. «Tratteniamo i contributi Irpef destinati allo Stato – afferma in una nota – e utilizziamoli per pagare fornitori e piccole aziende che hanno fatto fiducia al Comune e le cui fatture non vengono saldate da mesi ed anni». 

 «E le funzioni di ufficiali di governo? – aggiunge -. Restituiamole ai prefetti. Dobbiamo ribellarci e diventare artefici di una nuova democrazia dal basso. Vengano i prefetti - a celebrare matrimoni ed a gestire i servizi di stato civile. Ci rifiutiamo di farci carico di servizi per conto dello Stato! '. Secondo Gagliardi, «il Patto di stabilità è uno strumento inefficace, che penalizza i Comuni virtuosi e non tocca i viziosi. Non risolve alcun problema, non impedisce l’insolvenza, non distingue la qualità della spesa e gli investimenti. Il cittadino è costretto a subire la beffa, oltre al danno. L'ultimo trasferimento statale al comune di Saracena, giunto come sempre in ritardo, era dimezzato rispetto al previsto. Non sono stati trasferiti circa 100 mila euro di quelli attesi e dovuti. Abbiamo deciso, quindi, di trattenere i 31 mila euro previsti per pagare, il 15 dicembre, l’Irpef dei dipendenti. A questa cifra sono state aggiunte circa 23 mila euro prelevate dalla cassa comunale. In questo modo è stato possibile pagare le fatture scadute che erano in sospeso. Abbiamo disubbidito ad ordini evidentemente ingiusti e così stiamo facendo circolare liquidità sul territorio. Stiamo pagando aziende, a loro volta con dipendenti e quindi con famiglie. E faremo così anche a gennaio ed a febbraio. Poi chiederemo allo Stato il conguaglio per tutti i trasferimenti non fatti». «Se tutti i sindaci facessero la stessa cosa – conclude Gagliardi – si potrebbe ridurre la sofferenza di liquidità del sistema produttivo nazionale. Questa è una protesta fiscale riservata ai Comuni virtuosi, come il nostro».

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