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Tutti in fuga verso il Parlamento. Le elezioni
stuzzicano il pensiero dei consiglieri regionali

Calabria

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CATANZARO - Il segnale che arriva da tutti i partiti politici è di una vera e propria fuga dal consiglio regionale. Mai come in questa fase sono pressanti le richieste dei consiglieri di un posto utile nelle liste che si stanno stilando per le elezioni politiche del 24 febbraio. Situazione che, come vedremo, potrebbe non solo scompaginare gli equilibri politici nei partiti, ma mettere a dura prova l'asse Udc-Pdl.
La situazione nel Pd. Il partito democratico calabrese giorno 5 approverà una proposta di lista da sottoporre alla segreteria nazionale che lunedì 8 ha fissato la direzione nazionale per l'approvazione. «Più che per le primarie, c'è tensione per le secondarie», ironizza un dirigente del Pd facendo riferimento ai cinque nomi che il segretario nazionale Perluigi Bersani “calerà” dall'alto da aggiungere ai 10 delle primarie. Probabilmente si fermerà a Rosi Bindi e al commissario regionale D'Attorre, per poi recuperare Marco Minniti e inserire una delle sindache antimafia del reggino come Elisabetta Tripodi o Carmela Lanzetta. Un'altra candidatura dovrebbe arrivare da Catanzaro così come promesso dal commissario, in questo caso non è chiaro se attraverso lo scorrimento della graduatoria della primarie (in terza posizione c'è Chiara Macri ma è di Lamezia Terme) o con un nome nuovo. A Cosenza entrano in posizione utile i primi quattro (Enza Bruno Bossio, Ernesto Magorno, Stefania Covello e Bruno Villella). In un'ipotesi di vittoria del Pd a livello nazionale, la coalizione prenderebbe 11/12 seggi, ma al Pd ne andrebbero solo 10. Invece è al Senato che le cose si complicano perché essendo il premio di maggioranza regionale la coalizione vincente prende 6 seggi, se il Pd non dovessero farcela i 4 seggi andrebbero ripartiti tra tutti i perdenti e al Pd potrebbero toccarne solo due. Quindi al Senato si concentrerà la battaglia politica con il Pdl intenzionato a confermare il primato in Calabria scaturito dalle ultime due competizioni. Qui un gioco strategico potrebbe averlo il Psi, partito radicato che, secondo quando deliberato dalla direzione nazionale, presenterà la lista alla Camera e al Senato. Mentre al Senato una lista socialista potrebbe essere utile per vincere, alla Camera, però, rischia di compromettere il progetto di Bersani di assicurare i migliori resti alla lista centrista di Tabacci che in Calabria ha un alleato forte come Agazio Loiero. Ecco che Bersani potrebbe inserire una candidatura socialista nella lista del Pd e chiedere ai socialisti di presentare la lista solo alla Senato il cui capolista potrebbe essere il consigliere regionale Peppe Bova. Un nodo che dovrà sciogliere Bersani.
La situazione nel Pdl. Il partito di Berlusconi sta valutando il da farsi, non è escluso che scenderanno in campo tutti i pezzi da novanta del partito, Antonio Gentile a Cosenza, l'assessore regionale Piero Aiello a Catanzaro e lo stesso Scopelliti a Reggio Calabria e i consiglieri regionali di Crotone (Pacenza) e di Vibo (Nazzareno Salerno). Un'altra ipotesi è quella della presentazione di due liste, il Pdl ufficiale e un'altra legata a Gianfranco Miccichè con Scopelliti impegnato ad assicurare il supporto pescando della lista Scopelliti-presidente. Qui si fanno tante ipotesi come la candidatura di Giovanni Bilardi e di Alberto Sarra. Potrebbe essere della partita anche l'assessore Mario Caligiuri che del movimento è il coordinatore regionale. Ciò che è in forse è proprio la candidatura di Scopelliti sia nel Pdl che con una sua lista, perché il segnale che potrebbe arrivare all'elettorato è di una fuga dalla Regione e ciò potrebbe avere conseguenze negative non solo sulla performance della lista, ma anche sulla tenuta della maggioranza. Gli stessi consiglieri regionali potrebbero temere che Scopelliti una volta eletto possa optare per il parlamento, causando così lo scioglimento del consiglio regionale due anni prima della scadenza naturale. In ogni caso il Pdl ha come unico obiettivo quello cercare di vincere al Senato a tutti i costi e incassare i sei posti utili per i big, perché alla Camera, in caso di probabile sconfitta nazionale, non saranno letti più di 3/4 parlamentari e tra questi potrebbe essersi il calciatore Rino Gattuso che Berlusconi vuole gettare nella mischia.
La situazione nell'Udc. E' scontato che sarà Roberto Occhiuto il capolista alla Camera, mentre l'assessore Michele Trematerra potrebbe essere il numero due. Al Senato ci sarà una lista unica con quella dei “montiani” e potrebbe essere della partita Antonio Catricalà, catanzarese illustre e sottosegretario alla presidenza di Mario Monti. Intanto, l'Udc ha annunciato di avere chiesto «a tutti i suoi rappresentanti nelle istituzioni ed a tutti i suoi dirigenti la disponibilità a candidarsi al Parlamento».
 La situazione di Sel. E' certa che la lista di Sel sarà guidata da Ferdinando Aiello e in caso di elezione tornerà in consiglio regionale Damiano Guagliardi primo dei non eletti. Al Senato circola il nome di Laura Boldrini, portavoce dei rifugiati dell'Onu.
La situazione di Idv. La lista di Di Pietro è in alto mare. La scesa in campo di Ingoia e De Magistris potrebbe portare alla candidatura di un altro consigliere regionale, Mimmo Talarico vicino al sindaco di Napoli mentre al Senato potrebbe andare Angela Napoli che ha lasciato Fli.

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