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Scopelliti: «Io non scappo dalla Calabria»
Il Governatore traccia il percorso del Pdl

Calabria

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REGGIO CALABRIA - «Io non scappo, non sono abituato a farlo, rispetto il mandato dei cittadini». Giuseppe Scopelliti, in questa intervista al Quotidiano fa il punto sulle candidature e sugli assetti futuri della giunta regionale, annunciando anche delle novità.
Presidente, negli ambienti politici scommettono su una sua candidatura certa alle politiche. Parlano di una "fuga" dalla Regione?
«A Roma ho detto che non è mia intenzione candidarmi. Poi lei capirà che il partito nazionale sta facendo una valutazione per la sfida al Senato dove si gioca una partita importante e per loro una mia candidatura potrebbe essere utile. Però, ripeto, io non sono candidato. Ma il problema non è questo».
E qual è?
«Ho spiegato che il mio intendimento è quello di restare alla Regione, ho un impegno che ho assunto con gli elettori a cui intendo mantenere fede, anche se c'è una fase difficile e complessa. Credo sia importante avere il coraggio di andare avanti su questa strada, abbiamo fatto un grande lavoro tra mille difficoltà, nonostante gli intralci e gli intoppi. Bisogna battersi affinché questa terra abbia delle certezze e poi, se vuole, è anche una questione di coerenza e correttezza verso i cittadini calabresi».
Lei si troverà a fare due liste, la sua come governatore per "Grande Sud" e quella del Pdl. Non c'è il rischio di uno svuotamento del bacino elettorale del Pdl?
«No, perché stiamo costruendo una lista espressione di un consenso esterno al Pdl. È un valore aggiunto che portiamo alla coalizione e tutti quelli che un tempo dicevano che la lista Scopelliti andava chiusa, oggi sono i primi che vedono in questa prospettiva un modo per rafforzare la coalizione».
A che punto è la composizione della lista del Pdl?
«Siamo ancora in una fase embrionale, dobbiamo ancora discutere, la prossima settimane insieme al senatore Gentile abbiamo convocato una riunione del coordinamento regionale per acquisire le disponibilità, entro la fine della prossima settimana il tavolo romano definirà le liste».
I posti utili sono pochi, i sondaggi dicono che alla Camera la vostra coalizione è dietro il Pd. Quali saranno i criteri visto che non c'è posto per tutti gli uscenti?
«Chi avrà lavorato bene sarà confermato, ancora non è chiaro se il partito metterà dei paletti rispetto al numero delle legislature. A oggi non ci è stato dato un indirizzo preciso, siamo in una fase di cantiere».
Ci sembra di capire che i più validi li schiererete al Senato.
«Quella del Senato è una partita delicata e ci sarà più attenzione, ma puntiamo a vincere in Calabria in entrambi i rami del Parlamento».  
Da Catanzaro arriva la richiesta di rinnovare le rappresentanze.
«A me questa richiesta non è arrivata». 
Ma se Tallini lo ha detto pubblicamente…
«E' stato chiesto a me di poter avere in campo Piero Aiello che gode del mio apprezzamento e di quello di tutto il partito. Questo non esclude altre candidature nel Catanzarese. L'ipotesi di Aiello apre altri scenari».
Quali?
«Io non nascondo il mio apprezzamento per una donna. Anzi è un mio desiderio quello di portare una persona di qualità amministrativa e di spessore come il presidente della Provincia Wanda Ferro in giunta regionale. Sarebbe un cambiamento importante». 
Molti assessori e consiglieri regionali saranno candidati e forse eletti, così come è accaduto nel 2001, nel 2006 e nel 2008, il quadro politico alla Regione potrebbe modificarsi con inevitabili tensioni al momento del rimpasto. Vede questo rischio?
«La competizione ha una posta elevatissima, tutti i partiti tendono a schierare i migliori, i più radicati sul territorio e portatori di consenso, è un segno positivo sia nel nostro versante che  nel centro di Casini, perché tutti vogliono concorrere a un buon risultato».
Come andrà a finire?
«Non sono gli uomini ma i progetti politici a fare la differenza, se si dovesse verificar un ricambio, ben venga. Sono un sostenitore di questo percorso di rinnovamento, la Regione Calabria ha bisogno di una rappresentanza di qualità in Parlamento e questo consente alla nostra maggioranza di avere un legame più forte con Roma».
Sicuramente in campagna elettorale si andrà allo scontro tra Pdl e Udc, il suo partito è contro Monti e l'Udc è la vera stampella del professore. Non teme ripercussioni alla Regione?
«Credo di no, chi ha scelto Monti si è schierato con chi ha reso più povero questo Paese. Un Governo che ha messo in ginocchio il Mezzogiorno e credo che Monti non abbia nemmeno contezza di dove stia la Calabria, visto che in un anno è sceso pochissime volte al Sud. Qui c'è una grande distanza tra il Governo e il nostro territorio».
Lei viene da An, i suoi amici La Russa e Meloni lasciano il Pdl per “Fratelli d'Italia”, come sono i rapporti con loro?
«Ottimi, e devo dire che sono felice di aver influenzato la scelta di Maurizio Gasparri a restare nel Pdl. Gli altri non hanno fatto una scelta giusta, non era il momento di fare un'altra lista. Noi restiamo nel Pdl per farlo diventare sempre più grande». 
Presidente, le ragioni che lo vorrebbero candidato riguardano il rischio dissesto del Comune di Reggio e per lei le conseguenze di non essere eleggibile. 
«Intanto apprendo da un giornale autorevole come il “Sole 24 ore” che le Sezioni riunite della Corte dei Conti ritengono ammissibile alla legge il Comune di Reggio Calabria e se ciò fosse confermato lo scenario sarebbe un altro e quelli della sinistra rimarrebbero male. Poi nella mia vita, contrariamente ad altri politici e altri schieramenti, non sono mai scappato. Ho il coraggio delle mie scelte e me ne assumo la responsabilità. Non ho nulla da rimproverarmi, ho lavorato sodo notte e giorno per cambiare il volto di una città, poi c'è stato chi ha giocato a demolirla solo per lotta politica». 
Demi Arena, ex sindaco di Reggio è un esponente del Pdl, il partito lo premierà con un posto in Parlamento?
«Il Pdl ha una grande considerazione di Arena, persona di qualità e spessore politico. E' e rimane un punto di riferimento, e avrà sicuramente un ruolo, vedremo dove e quando».
Quello di febbraio sarà un test elettorale significativo per la sua giunta superata metà della legislatura.
«Di test già ne abbiamo superati abbastanza e li abbiamo vinti tutti. Questa è una competizione nazionale che riflette anche temi nazionali come quelli relativi all'antipolitica. Però è chiaro che noi cercheremo di dare un contributo importante. Per noi l'esame vero è quello del 2015 quando i cittadini dovranno esprimersi sul nostro operato. Io sono consapevole del momento difficile, ma noi stiamo portando avanti grandi riforme, stiamo stravolgendo gli assetti negativi del passato e gli effetti si vedranno, ci vuole tempo per farle condividere e apprezzare dai calabresi».

REGGIO CALABRIA - «Io non scappo, non sono abituato a farlo, rispetto il mandato dei cittadini». Giuseppe Scopelliti, in questa intervista al Quotidiano fa il punto sulle candidature e sugli assetti futuri della giunta regionale, annunciando anche delle novità.

Presidente, negli ambienti politici scommettono su una sua candidatura certa alle politiche. Parlano di una "fuga" dalla Regione?

«A Roma ho detto che non è mia intenzione candidarmi. Poi lei capirà che il partito nazionale sta facendo una valutazione per la sfida al Senato dove si gioca una partita importante e per loro una mia candidatura potrebbe essere utile. Però, ripeto, io non sono candidato. Ma il problema non è questo».

E qual è?

«Ho spiegato che il mio intendimento è quello di restare alla Regione, ho un impegno che ho assunto con gli elettori a cui intendo mantenere fede, anche se c'è una fase difficile e complessa. Credo sia importante avere il coraggio di andare avanti su questa strada, abbiamo fatto un grande lavoro tra mille difficoltà, nonostante gli intralci e gli intoppi. Bisogna battersi affinché questa terra abbia delle certezze e poi, se vuole, è anche una questione di coerenza e correttezza verso i cittadini calabresi».

Lei si troverà a fare due liste, la sua come governatore per "Grande Sud" e quella del Pdl. Non c'è il rischio di uno svuotamento del bacino elettorale del Pdl?

«No, perché stiamo costruendo una lista espressione di un consenso esterno al Pdl. È un valore aggiunto che portiamo alla coalizione e tutti quelli che un tempo dicevano che la lista Scopelliti andava chiusa, oggi sono i primi che vedono in questa prospettiva un modo per rafforzare la coalizione».

A che punto è la composizione della lista del Pdl?

«Siamo ancora in una fase embrionale, dobbiamo ancora discutere, la prossima settimane insieme al senatore Gentile abbiamo convocato una riunione del coordinamento regionale per acquisire le disponibilità, entro la fine della prossima settimana il tavolo romano definirà le liste».

I posti utili sono pochi, i sondaggi dicono che alla Camera la vostra coalizione è dietro il Pd. Quali saranno i criteri visto che non c'è posto per tutti gli uscenti?

«Chi avrà lavorato bene sarà confermato, ancora non è chiaro se il partito metterà dei paletti rispetto al numero delle legislature. A oggi non ci è stato dato un indirizzo preciso, siamo in una fase di cantiere».

Ci sembra di capire che i più validi li schiererete al Senato.

«Quella del Senato è una partita delicata e ci sarà più attenzione, ma puntiamo a vincere in Calabria in entrambi i rami del Parlamento».  

Molti assessori e consiglieri regionali saranno candidati e forse eletti, così come è accaduto nel 2001, nel 2006 e nel 2008, il quadro politico alla Regione potrebbe modificarsi con inevitabili tensioni al momento del rimpasto. Vede questo rischio?

«La competizione ha una posta elevatissima, tutti i partiti tendono a schierare i migliori, i più radicati sul territorio e portatori di consenso, è un segno positivo sia nel nostro versante che  nel centro di Casini, perché tutti vogliono concorrere a un buon risultato».

Sicuramente in campagna elettorale si andrà allo scontro tra Pdl e Udc, il suo partito è contro Monti e l'Udc è la vera stampella del professore. Non teme ripercussioni alla Regione?

«Credo di no, chi ha scelto Monti si è schierato con chi ha reso più povero questo Paese. Un Governo che ha messo in ginocchio il Mezzogiorno e credo che Monti non abbia nemmeno contezza di dove stia la Calabria, visto che in un anno è sceso pochissime volte al Sud. Qui c'è una grande distanza tra il Governo e il nostro territorio».

L'INTERVISTA INTEGRALE AL GOVERNATORE SCOPELLITI SULL'EDIZIONE CARTACEA ODIERNA DE IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA

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