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Berlusconi attacca i "parenti" nell'Udc, Casini difende Trematerra
E Scopelliti si allarma per gli scricchiolii nella sua maggioranza

Calabria

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QUANTO è difficile l'equilibrio tra Pdl e Udc. Se a livello nazionale Pierferdinando Casini deve difendere Michele Trematerra dagli attacchi che Silvio Berlusconi rivolge ai "parenti illustri" inseriti nelle liste centriste, in Calabria Giuseppe Scopelliti prova a puntellare la maggioranza che regge il suo governo regionale. E non è detto che la somma algebrica di tutte le forze che gravano sul microcosmo che un tempo era di centrodestra possano dare una risultante pari a zero.

SCOPELLITI TAMPONA - «Spero che questa campagna elettorale, al di là delle battute, non porti lacerazioni o traumi particolari ma non ne vedo all’orizzonte almeno dal rapporto che si è instaurato tra di noi». Sono rassicurazioni che lasciano intravedere tutti gli scricchiolii, quelle pronunciate presidente della Regione. Scopelliti, analizzando il futuro della coalizione opo le consultazioni elettorali di febbraio garantisce: «Con l’Udc c'è un rapporto di condivisione ma anche grande affetto e stima. Anche ieri sera ho sentito il segretario regionale Gino Trematerra e quello nazionale Lorenzo Cesa. Auspico che si possa andare avanti in questa esperienza rispetto alla quale da parte dell’Udc si continua a ribadire che c'è un impegno assunto e che su questa strada si vuole perseguire l’azione che abbiamo messo in campo verso il comune traguardo da raggiungere».

L'ATTACCO DI SILVIO - Proprio Gino Trematerra, numero uno dei centristi calabresi, è servito però a trascinare in una polemnica nazionale il figlio Michele, assessore della giunta Scopelliti e candidato al numero due della lista Udc per il Senato. Intervenendo a Omnibus, su La7, Berlusconi ha dichiarato: «L'Udc ha introdotto il quoziente familiare anche tra i candidati nelle sue liste». E anche se la frecciata sembrava rivolta in particolare ai parenti di Pierferdinando Casini, il leader nazionale del partito ha subito replicato sul suo profilo di Facebook chiamando in causa gli altri "nomi illustri" delle liste: «Non appena saranno presentate, chiederò un pubblico confronto a Silvio Berlusconi sulla qualità delle candidature nelle nostre rispettive liste» ha scritto Casini, citando una serie di personaggi tra i quali proprio Trematerra: «Candidare il Segretario nazionale dei giovani dell’Udc anche se si chiama Zinzi, l’assessore regionale all’Agricoltura in Calabria anche se si chiama Trematerra, il segretario provinciale dell’Udc di Cuneo anche se si chiama Delfino, il vice Presidente della Giunta regionale della Campania anche se si chiama De Mita o la più votata Consigliere regionale dell’Udc dell’Emilia Romagna, per noi è stata una scelta basata su criteri di capacità e merito - ha affermato Casini – Attendo piuttosto di sapere quale siano stati i criteri selettivi usati da Berlusconi per mettere in lista in Lombardia l’igienista dentale Nicole Minetti o quali meriti abbiano tanti suoi candidati che passano più tempo nei tribunali come imputati che in Parlamento».

LA GRANA STILLITANI - E se Trematerra è stato voluto in lista per ragioni di competenza, Francescoantonio Stillitani in quelle liste lui non ha trovato il  posto che voleva: gli hanno offerto il terzo alla Camera e lui si è infuriato. Tanto infuriato da arrivare a lasciare l'Udc e rimettere le deleghe di assessore regionale nelle mani di Scopelliti che a questo punto ha una grana in più da risolvere. In una nota diffusa nel pomeriggio Stillitani è andato giù pesante: «Non me la sento di continuare a militare nell’Udc e perciò lascio il partito, non condividendone più la logica gestionale che ritengo oggettivamente ingiusta» spiega. Stillitani precisa di non aderire a nessun altro partito, «ma rinnovo – aggiunge – la mia piena fiducia e il mio appoggio a Scopelliti». Consapevole di essere stato nominato assessore in quota all’Udc, Stillitani ritiene «giusto mettere a disposizione del presidente Scopelliti, che ringrazio – sottolinea – per la fiducia sinora accordatami, l’incarico di assessore al lavoro, formazione professionale e politiche sociali». 
«Io – spiega ancora Stillitani - non mi riconosco più nell’Udc. In merito alle scelte di politica nazionale ho espresso le mie considerazioni in altre sedi. In merito alle scelte sulle composizione delle liste alle prossime elezioni, senza ipocrisia, dico di non condividerle. I propositi, le ambizioni, gli obiettivi di ognuno di noi devono essere coerenti e corretti».

«La decisione dell’assessore Stllitani di rimettere il mandato mi coglie di sorpresa e mi rammarica. Gli ho chiesto di rimanere al suo posto ancora per un pò, di continuare il suo lavoro. Nelle prossime settimane prenderò una decisione». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, contattato dall’Agi in merito alle dimissioni annunciate dall’assessore al Lavoro ed alla Formazione, Franvcescantonio Stillitani, dopo la sua uscita dall’Udc, partito che l’aveva designato. «Ho detto grazie a Stillitani – ha aggiunto il presidente della Regione - per l’apporto dato al lavoro della Giunta».

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