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Il governatore stuzzica il Pd e giustifica Scilipoti
Pdl, sfida in nome dell'antimafia e della calabresità

Calabria

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CATANZARO - C'è il principe del foro, Nico D'Ascola, c'è la paladina anti 'ndrangheta, Rosanna Scopelliti, c'è la pattuglia degli uscenti, a partire dalle teste di serie di Camera e Senato, Jole Santelli e Tonino Gentile. Giuseppe Scopelliti sceglie Catanzaro - che tante soddisfazioni ha dato al centrodestra, in ultimo con la vittoria di Sergio Abramo alle comunali - per far partire la campagna elettorale del Pdl per le elezioni politiche di febbraio. Ci sono tutti nell'affollata sala convegni, tutti tranne Domenico Scilipoti che, siciliano d'origine numero 6 per palazzo Madama e nel pieno delle polemiche sulla natività dei candidati, preferisce stare alla larga dai riflettori. Non passa inosservata neanche la poltrona vuota di Giovanni Dima. C'è, invece, Demi Arena, l'ex sindaco di Reggio Calabria pare scontento per il piazzamento in lista ma regolarmente al suo posto al lancio ufficiale della campagna elettorale. Il governatore e capo calabrese del partito spiega il lavoro dietro alle quinte nella composizione delle liste, parla di unità d'intenti fra Roma e la Calabria e pone l'accento sull'alto tasso di calabresità espresso dal Pdl.
«Solo Scilipoti non è calabrese, per il resto le liste sono formate tutte da candidati legati al territorio». Nel mirino del presidente della Regione la sua controparte politica: «Che piazza in lista i non calabresi D'Attorre e Bindi. Anzi - incalza Scopelliti - ci venisse a spiegare la Bindi, che è toscana e presidente del Pd, i legami fra il partito e lo scandalo della Monte dei Paschi di Siena». Altro tema caldo quello della legalità. Gli occhi si spostano allora su Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Nino ucciso dalla 'ndrangheta e da sempre volto dell'impegno contro la mafia, nella fondazione dedicata al padre e con il movimento "Ammazzateci tutti". Il compagno Aldo Pecora segue in platea il debutto da quasi onorevole e la giovane non si sottrae alle polemica sulla sua scelta di campo: «Stimo da sempre il presidente della Regione e dimostrerò nei fatti il mio impegno per la Calabria». L'altro Scopelliti, invece, tiene a ricordare «a chi fa antimafia solo a parole, che io da sindaco ho firmato le ordinanze di sequestro degli immobili di Condello il supremo». Ultimo messaggio in bottiglia per i nemici amici dell'Udc e a lanciarlo è Gentile, vice di Scopelliti e numero 1 al Senato, riferendosi alle dichiarazioni di Roberto Occhiuto in cui il Pdl è stato definito pattumiera della Calabria: «Rispettiamo i patti - avverte - ma non accettiamo lezioni di moralità da chi ha più nomine che voti».

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