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L'allarme spazzatura divide: protesta dei sindaci del catanzarese
Chiesta priorità su Reggio e Cosenza che restano in ritardo

Calabria

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CATANZARO - I sindaci della provincia di Catanzaro questa mattina si sono riversati nell'ufficio del commissario per l'emergenza ambientale Vincenzo Speranza, a Catanzaro Lido. Un incontro nato dalla stessa autoconvocazione dei sindaci per cercare di porre fine alla disastrosa situazione che per i rappresentanti delle amministrazioni presenti penalizza due volte la provincia di Catanzaro, «l'unica ad aver realizzato gli impianti che prevedeva il piano del 2002, e che oggi nonostante tutto sta pagando i costi relativi al conferimento dei rifiuti a Taranto», ha sottolineato il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo. I toni moderati iniziali hanno presto lasciato posto a vere e proprie invettive contro l'ufficio commissariale quando a domande precise, Vincenzo Speranza ha contrattaccato: «Non siete informati, siete dei lamentosi nati»  a difesa delle accuse dei primi cittadini sulla mala gestione definita con una metafora calcistica opportuna: «Se un allenatore sbaglia due partite va a casa, qui siamo commissariati da 15 anni senza alcun risultato». 

Messa in sicurezza e riapertura di Alli, ampliamento e riapertura di Casignana, in grado di ricevere 30 mila tonnellate. Il commissario ha cercato di elencare le cose fatte, da quando si è inserito nell'Ufficio commissariale, l'11 novembre del 2011, ma i sindaci non ci stanno. Se l'emergenza rifiuti è in tutta la Calabria non può essere una sola provincia a prendersi il fardello puzzolente, anzi è più che giusto che venga fatta rispettare l'ordinanza, approvata dallo stesso commissario circa un mese fa, che dà priorità ai Comuni della provincia di Catanzaro, rispetto a quelli di Reggio Calabria e di Cosenza, di conferire, un quantitativo di 300 tonnellate, alla discarica di Pianopoli dopo aver stoccato ad Alli, secondo la seguente proporzione: 120 tonnellate da Catanzaro, 180 dai Comuni restanti, ma già ad Alli molti camion non riescono a scaricare. «In termini di tonnellate di immondizia, visto che Pianopoli può ricevere massimo 900 tonnellate di rifiuti al giorno, la situazione odierna ha messo in gioco un altro soggetto, la Puglia, dove sono state già spedite, da gennaio, 10 mila tonnellate di scarto, 800 tonnellate al giorno, provenienti da Crotone, Rossano, Alli e Lamezia», ha sottolineato Speranza. La situazione potrebbe peggiorare se non ci fossero più le possibilità economiche per far continuare il viaggio dei rifiuti fuori regione. Una buona notizia è che dalla scorsa settimana la Sovreco di Crotone ha riaperto, e che a Pianopoli si sta lavorando per realizzare una seconda buca, dove stoccare altre 5000 tonnellate, in disaccordo con i sindaci presenti che chiedono alle altre province una presa di responsabilità, ma soprattutto il rispetto dell'ordinanza fatta dal commissario.
«Reggio Calabria e Cosenza non hanno mai fatto una discarica e in più sono morosi», hanno sottolineato i sindaci. «Se l'Ufficio commissariale avesse applicato l'ordinanza per la quale la provincia di Catanzaro può  conferire 300 tonnellate, avremmo risolto la nostra situazione», ha sottolineato il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, che ha cercato di moderare l'incontro, evitando che si perdesse di vista il punto focale della discussione: «A noi la priorità di conferimento su Pianopoli». Risultato? Il commissario Speranza, dopo tanti ragionamenti, argomentazioni riguardo anche il diritto sulle altre province calabresi di conferire a Pianopoli, solo alla fine, ha promesso: «Sarà rispettata l'ordinanza, e sarà inoltre chiesto al prefetto di intervenire con le forze dell'ordine per farla rispettare». 
Era quello che i sindaci esasperati da una situazione tragica che si protrae da troppo tempo volevano sentire. Il sindaco Abramo avuto il sentore che il problema e le colpe potessero essere rimpallate a destra e sinistra, chiede che venga assicurato, da parte della Daneco, il servizio di trasporto, tramite vasche, da Alli a Pianopoli. Senza l'arrivo delle vasche sarebbe impossibile conferire le 300 tonnellate. Per una promessa non si può cantar vittoria per questo i primi cittadini non abbasseranno la guardia. Se già dai prossimi giorni nulla di tutto ciò sarà stato fatto partirà la denuncia alla Procura della Repubblica. La stagione estiva si avvicina e i Comuni della costa temono di andare incontro ad un'emergenza, bollino rosso, anche per il decoro e il rischio salute pubblica. Il documento, già sottoscritto da 20 sindaci, che sarà inviato agli organi in indirizzo nel caso in cui il Commissario Speranza non faccia rispettare l'ordinanza per disciplinare le operazioni di conferimento da parte dei comuni del catanzarese,potrebbe già essere spedito domani.

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