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Udc e giunta, tre giorni per decidere
Intanto Tassone riorganizza la componente

Calabria

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CATANZARO - «Con il tempo e con la paglia maturano le nespole». È un proverbio italiano che deriva dall’uso contadino di far maturare a lungo le nespole (che non possono essere mangiate appena raccolte) in contenitori ricoperti di paglia. Ma è anche una metafora politica che bene si adatta alla situazione dell’Udc calabrese che è combattuta tra due forze uguali e contrarie. In mezzo a esse il povero Gino Trematerra, segretario regionale del partito, deve mediare e vorrebbe ancora tempo. Sapendo che qualunque decisione venga presa riceverà critiche. La questione è ben nota. L’Udc deve sostituire l’assessore Francescantonio Stillitanti che si è dimesso prima delle elezioni in polemica col suo partito perché non l'ha candidato. E mal gliene incolse. Al suo posto Pierferdinando Casini, attraverso il segretario Lorenzo Cesa, ha chiesto al governatore Scopelliti di inserire Roberto Occhiuto, non eletto al Parlamento. Ma Occhiuto è un esterno, e posti di esterno scarseggiano. D’altra parte il gruppo regionale dell’Udc ha indicato come assessore Alfonso Dattolo. E qui si è impantanata la questione. Ovviamente Scopelliti non può attendere all’infinito ed ha dato una proroga di tempo di altri giorni. Ma le ore scorrono veloci e le controspinte, pro Dattolo, s’infittiscono. Soprattutto dallo stesso Pdl. Il più attivo in quest’opera di superamento del “problema Occhiuto” è stato il senatore Tonino Gentile, vicario del Pdl calabrese. Sicché sabato scorso, durante il soggiorno cosentino del presidente, ci sono stati incontri chiarificatori. Poi è cominciato il conto alla rovescia che dovrebbe concludersi a ore o forse a minuti. Nell’Udc, chi è distaccato rispetto al dubbio amletico in corso è Mario Tassone, leader della componente ex Cdu. Egli gira l’Italia per ricomporre e irrobustire la sua corrente. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro con i suoi amici di Bologna, Forlì, Ravenna, Piacenza «per una valutazione - dice lo stesso Tassone - sull’attuale situazione che riguarda anche il partito dell’Udc e l’esigenza di rilanciare l’iniziativa dei cattolici organizzati in politica attraverso un’aggregazione delle molteplici realtà presenti nel territorio che provengono da comuni esperienze nel solco del cattolicesimo democratico e dei laici riformisti».

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